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Coronavirus, i Trump positivi, chiusure in Francia e Spagna

La notizia corre su Twitter dove il presidente ha dichiarato di essere positivo al coronavirus insieme a sua moglie. Intanto Francia e Spagna organizzano nuove chiusure parziali

Il virus non si ferma e nella notte ha colpito anche i due inquilini della Casa Biana: Donald Trump e la first lady Melania. La notizia ha fatto il giro del mondo, ad annunciarla lo stesso presidente degli Stati Uniti in un tweet: "La First Lady ed io siamo risultati positivi al Covid-19. Iniziamo subito la quarantena e il processo di guarigione. INSIEME ce la faremo!".


Il medico del presidente ha confermato la notizia della positività di Donald e Melania, affermando che stanno bene. Donald continuerà a portare avanti i suoi compiti "senza alcuna interruzione", ha aggiunto. Ma la Casa Bianca ha annunciato che il presidente ha annullato il viaggio in Florida previsto per oggi, nell'ambito della sua campagna elettorale.

Intanto Francia e Spagna corrono ai ripari di fronte al boom di contagi di questi giorni. L'ultimo bollettino sanitario conferma la forte circolazione del virus in Francia: 13.970 i nuovi contagi in ventiquattro ore, un tasso di positività sempre al 7,6%, stabile da due giorni. Da qui la decisione di chiudere bar e ristoranti della capitale a partire da lunedì 5 ottobre. "La situazione è molto preoccupante", ha detto il ministro della Salute, Olivier Véran, in una conferenza stampa all'ospedale parigino Bichat, il primo ad accogliere pazienti con coronavirus a fine gennaio.
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l tasso di incidenza a Parigi è di 263 positivi ogni 100mila abitanti, a 105 per le persone con più di 65 anni, e il 35% dei reparti di terapia intensiva sono già occupati da pazienti con coronavirus. Il ministro ha sospeso la decisione per aspettare di "stabilizzare" i dati su più giorni. Ma se entro domenica la curva non migliorerà allora si applicherà la stessa regola già in vigore a Marsiglia e Aix-en-Provence, prime due città francesi passate nella categoria di allerta massima "rosso scarlatto", con fine delle attività di bar e ristorazione per 15 giorni.

E anche Madrid si adegua alle misure Anti-covid. Qui dopo due giorni di proteste e scontri nei quartieri più poveri della capitale, la città ha ceduto al governo promettendo però ricorso. “Non siamo ribelli - ha detto Diaz Ayuso, governatrice di Madrid, precisando che andrà in tribunale “per difendere i legittimi interessi dei cittadini di Madrid in modo che le misure eque ed oggettive, conformi al regolamenti e alla realtà”.
Anche a Madrid quindi entro 48 ore da oggi, venerdì 2 ottobre, verranno inasprite le restrizioni. Nel decreto “incriminato” infatti si legge che “se il tasso di infetti supera, in 14 giorni, i 500 casi ogni 100mila abitanti e nelle terapie intensive ci sono il 35% di pazienti covid si deve procedere ad una chiusura parziale. Al momento si trovano in questa situazione solo Madrid e nove delle sue città suburbane.

Le regole sono distanti da un lockdown totale: si potrà uscire dalla propria municipalità solo per lavoro, istruzione e altre necessità simili. Non è ancora chiaro, però, spiega El Pais, se sarà necessaria una sorta di autocertificazione per chi si esce di casa. Entra poi in vigore anche a Madrid quella che nel Regno Unito era stata chiamata “la regola del sei”: non più dì sei persone insieme in strada, a meno che non siano congiunti. I luoghi di culto potranno essere riempiti solo per un terzo. Gli esercizi commerciali, invece, solo per la metà, dovranno chiudere prima, non all′una di notte, come accadeva in questi giorni, ma entro le 22.

Red/cb
(Fonte: Repubblica, Huffington Post)