Coronavirus, i verbali del Cts sono consultabili online

La decisione di desecretare i verbali è arrivata ieri e i verbali sono stati inviati alla Fondazione Einaudi che ne aveva fatto richiesta

La Fondazione Luigi Einaudi ha pubblicato la documentazione a suo tempo secretata del Comitato tecnico scientifico posta a base dei Dpcm. I verbali sono consultabili sul sito. La decisione di desecretare i verbali è arrivata ieri e i verbali sono stati inviati alla Fondazione Einaudi che ne aveva fatto richiesta, appellandosi al presidente del Consiglio Conte affinché facesse prevalere informazione e trasparenza rispetto ad elementi di tale rilevanza per la vita dei cittadini italiani.

"Il Cts esprime la raccomandazione generale che la popolazione, per tutta la durata dell'emergenza, debba evitare, nei rapporti interpersonali, strette di mano e abbracci". Così scriveva il Comitato Tecnico Scientifico l'1 marzo scorso in una delle riunioni dopo l'esplosione del coronavirus in Italia. Sempre nell'incontro del primo marzo, poi, si faceva presente che servivano più posti letto. "Alla luce di quanto verificatosi negli ultimi giorni negli ospedali della regione Lombardia - si legge - il Cts, allargato agli esperti, ritiene necessario che, nel minor tempo possibile, in strutture pubbliche e in quelle private accreditate sia: attivato un modello di cooperazione interregionale coordinato a livello nazionale; attivato a livello regionale, nel minor tempo possibile, un incremento delle disponibilità dei posti letto".

Nel documento riservato inviato, invece, il 7 marzo scorso dal Comitato tecnico scientifico (Cts) al ministro della Salute Roberto Speranza, che individuava "due 'livelli' di misure di contenimento da applicarsi: l'uno, nei territori in cui si è osservata ad oggi maggiore diffusione del virus; l'altro, sull'intero territorio nazionale", fra le misure da "applicarsi sull'intero territorio nazionale" c'era anche la sospensione "dei servizi educativi per l'infanzia" e "delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché della frequenza di attività di formazione superiore", comprese le Università. Il 9 marzo, poi, il premier Giuseppe Conte avrebbe annunciato il lockdown nazionale e non differenziato per territorio.

E il 9 aprile il Cts scrive: "La popolazione deve essere pienamente consapevole del rischio e deve partecipare attivamente alle misure di protezione predisposte dal governo". Questa una delle precondizioni per il passaggio dal lockdown alla fase 2, poste dal Comitato tecnico-scientifico al governo. Per il Cts, "il lockdown deve essere rimosso progressivamente per fasi successive, in base alla valutazione e alla gerarchia del rischio in sé in ciascuna struttura a rilevanza sociale medialmente. Idealmente, il processo deve essere supportato dal monitoraggio sierologico e dalla riorganizzazione del lavoro e dell'educazione scolastica con modalità smart (formazione a distanza)".

red/mn

(fonte: ANSA; Adnkronos, Dire)

red/mn

(fonte: ANSA)