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Coronavirus, la situazione in Europa

L'Austria entra oggi ufficilmanete in lockdown totale, mentre altri Paesi ne raccolgono i frutti o si preparano a restrizioni più dure

Mentre le Regioni italiane, secondo l’Ansa, fanno pressing sul Governo per poter allentare parzialmente le misure restrittive, o poter ricalcolare l’assegnazione a uno scenario diverso, l’Europa sta reagendo in modo diverso alla seconda ondata di coronavirus.

Austria
La scorsa notte in Austria è scattato il lockdown totale, il secondo dopo quello in primavera. Il divieto di uscire copre tutte le 24 ore.

Asili, scuole e negozi restano chiusi per quasi tre settimane, fino al 6 dicembre. Viene comunque garantita l'assistenza dei figli di genitori che svolgono lavori essenziali.  Nel frattempo proseguono i preparativi dello screening di massa, annunciato dal cancelliere Sebastian Kurz per i primi di dicembre, in concomitanza con la fine del lockdown. I test a tappeto, svolti, almeno in parte, dall'esercito, saranno comunque volontari. L'Austria segue l'esempio della Slovacchia, dove sono stati sottoposti a tampone rapido 5,5 milioni cittadini tra i 10 e i 65 anni, individuando 50.000 asintomatici. Per chi non si sopponeva al test scattavano restrizioni per spostamenti e lavoro.

Francia
"Tutto lascia pensare che abbiamo oltrepassato un picco dell'epidemia”. A dichiararlo è stato il ministro della Salute francese Olivier Véran, nel corso di un'intervista concessa alla stampa regionale del gruppo Ebra. "Grazie al confinamento, come nel mese di marzo, il virus comincia a circolare meno. Da dieci giorni a questa parte, il numero delle nuove diagnosi di Covid-19 diminuisce, il tasso di positività scende e la percentuale di incidenza anche". "Ma non abbiamo ancora sconfitto il virus", ha aggiunto, "È chiaramente troppo presto per cantare vittoria ed allentare i nostri sforzi".

Regno Unito
Nel Regno Unito ieri sono state 21.363 le persone testate positive al Covid nelle ultime 24 ore (in calo dai circa 25.000 di ieri) su un totale di quasi 300mila tamponi quotidiani eseguiti. I morti censiti ieri dopo circa due settimane del secondo lockdown nazionale in Inghilterra sono invece 218, fino a un totale di poco più di 52mila decessi dall’inizio della pandemia. È il numero più alto in Europa in cifra assoluta, ma non in rapporto alla popolazione: in base a questo calcolo Belgio e Spagna hanno un bilancio più pesante e l’Italia segue a poca distanza. L’indice Rt di diffusione dell’infezione, sceso la settimana scorsa, rimane compreso fra 1 e 1,2 a seconda dei vari territori del Regno. Resta inoltre decisamente più basso che in Italia sia il numero dei morti dell’ultima settimana, sia la somma attuale delle persone ricoverate negli ospedali britannici e nelle terapie intensive dell’isola per coronavirus.

Germania
In Germania alcuni Länder si oppongono all’introduzione di nuove restrizioni vincolanti proposte dal Governo di Angela Merkel, discusse durante un incontro tenuto in videoconferenza. Il Governo ha intenzione di introdurre nuove restrizioni, “perché le prime non hanno avuto gli effetti sperati sulla curva dei contagi”. In un commento sul vertice di ieri con i ministri-presidenti dei Länder tedeschi, la cancelliera Angela Merkel ha ammesso che le decisioni politiche sulla crisi del coronavirus sono troppo lente. "Io sarò sempre la componente impaziente nella questione", ha detto Merkel in un intervento alla conferenza organizzata oggi dal Suddeutsche Zeitung.

red/gp

(Fonte: Ansa, AdnKronos, Il Fatto Quotidiano)