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Coronavirus, le proposte delle regioni per le riaperture

Oggi il governo valuterà il percorso per riaprire il Paese. Stamani la cabina di regia del governo sui dati Covid e i nuovi colori delle regioni

In attesa della cabina di regia che deciderà i nuovi colori delle regioni in base al numero di contagi e all'Rt, le Regioni hanno dato vita ad una bozza con le proposte per la riapertura progressiva delle attività. L'allentamento delle chiusure per i governatori potrebbe iniziare dal 26 aprile. Ma la bozza delle Regioni, come dichiarato dal presidente della Conferenza della Regioni, Massimiliano Fedriga non vuole diventare un motivo di scontro con il governo. La nostra proposta è "costruttiva" poi "il Governo farà le dovute scelte" ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni. "Ma nella lettera di accompagnamento - ha aggiunto - abbiamo chiesto di favorire in via sperimentale le attività che si possono svolgere all'aperto", ciò "potrebbe permettere un anticipo di date e la prudenza necessaria in questo momento".

Le misure proposte
La progressiva riapertura andrebbe in quest'ordine secondo il documento: prima i ristoranti, poi spettacolo e sport. E anche le scuole, con la speranza di poter rivedere in aula tutti gli studenti delle superiori, al 100%. Per quanto riguarda i ristoranti nelle linee guida inviate al governo e al Cts le Regioni propongono di "disporre i tavoli in modo da assicurare il mantenimento di almeno 2 metri di separazione tra i clienti di tavoli diversi negli ambienti al chiuso e di almeno 1 metro di separazione negli ambienti all'aperto (giardini, terrazze, plateatici, dehors)". Nei ristoranti "che dispongono di posti a sedere: dopo le 14, consentire solamente la consumazione al tavolo". Secondo le proposte dei governatori è necessario "privilegiare l’accesso tramite prenotazione e mantenere l’elenco dei soggetti che hanno prenotato per un periodo di 14 giorni. In tali attività non possono essere continuativamente presenti all’interno del locale più clienti di quanti siano i posti a sedere". Nei ristoranti "che non dispongono di posti a sedere, consentire l’ingresso ad un numero limitato di clienti per volta, in base alle caratteristiche dei singoli locali, in modo da assicurare il mantenimento di almeno 2 metri di separazione". L'apertura, secondo la conferenza delle Regioni dovrebbe essere permessa anche la sera.

Cinema e teatri
Nei luoghi dello spettacolo la proposta delle Regioni è di far sedere le persone ad un metro di distanza, frontale o laterale, se gli spettatori indossano la mascherina, che diventano almeno due metri se le disposizioni non prevedono di indossare i dpi. Ovviamente da tali misure sono esclusi i conviventi e i familiari.

Palestre e piscine
Nel caso delle palestre, la bozza spiega che potrebbero rimanere aperte "anche in scenari epidemiologici definiti ad alto rischio" purché rispettino le regole di distanziamento e integrino le norme "con strategie di screening periodico del personale non vaccinato". Nel documento, tra le altre cose si prevede per le palestre di "redigere un programma delle attività il più possibile pianificato (es. con prenotazione) e regolamentare gli accessi in modo da evitare condizioni di assembramento e aggregazioni; mantenere l'elenco delle presenze per un periodo di 14 giorni. Potrà essere rilevata la temperatura corporea, impedendo l'accesso in caso di temperatura superiore a 37,5 °C". In piscina si potrà andare solo con almeno 7 metri quadrati d'acqua a disposizione per ogni nuotatore. Per le aree solarium e verdi - si legge poi nel documento - assicurare un distanziamento tra gli ombrelloni (o altri sistemi di ombreggio) in modo da garantire una superficie di almeno 10 m2 per ogni ombrellone; tra le attrezzature (lettini, sedie a sdraio), quando non posizionate nel posto ombrellone, deve essere garantita una distanza di almeno 1,5 m.

red/cb
(Fonte: RaiNews)