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Coronavirus, perché i morti aumentano così velocemente in Spagna?

Tra i fattori oltre alle carenze del sistema sanitario, ci sono anche la mancanza di mascherine, di informazioni chiare e anche la tendenza alla socialità e alla condivisione di spazi comuni tipica della società spagnola

Ogni sera in Spagna, dal giorno in cui è stata dichiarata l'allerta nazionale per il coronavirus, i cittadini dedicano un momento ad applaudire i medici e gli infermieri impegnati in tutto il Paese. Ma questa immagine di speranza non può più di tanto alleviare il dolore causato dalla pandemia. Gli ultimi dati parlano di un nuovo picco delle vittime: nelle ultime 24 ore sono morte 849 persone, portando il numero totale dei morti a quota 8189. E anche i contagi sono aumentati: quasi diecimila in 24 ore, dopo cinque giorni di rallentamento. I casi aggiornati sono 95.923, rispetto agli 85.195 registrati martedì 31 marzo. In questo modo la Spagna in pochi giorni è diventato il terzo paese al mondo, dopo Stati Uniti e Italia, per numero di contagi.

Ma perché in Spagna i morti aumentano così rapidamente? La ragione va cercata prevalentemente, come affermano molti media, nel servizio sanitario spagnolo, accusato di non essere adeguato e secondo molti al collasso, senza risorse per affrontare questa o qualsiasi altra pandemia causata da virus. Gli studiosi spagnoli in parte confermano che questa possa essere una delle ragioni, ma sottolineano molte altre cause.

Un altro fattore è la mancanza di dispositivi personali di protezione, tanto che mercoledì scorso, 24 marzo, l'unione confederata dei Medici della Spagna (CESM) ha sollevato il caso alla Corte Suprema spagnola, chiedendo al ministro della salute di fornire un sufficiente numero di dispositivi al più presto. Il Cesm nella sua causa, poi rigettata, sosteneva che il ministro avesse fallito completamente nel fornire agli operatori sanitari sufficiente protezione per portare avanti il proprio lavoro in modo da ridurre i rischi di contagio da coronavirus.

“Le persone stanno rispettando in gran parte il lockdown e stanno provando a non venire negli ospedali per problemi di lieve entità, questo aiuta a ridurre il rischio di contagi – riferisce ad Al Jazeera un dottore del sud della Spagna che preferisce restare anonimo – Ma c'è una mancanza di materiale sanitario negli ospedali per questo tipo di crisi, che moltiplica le possibilità di un contagio nello staff medico che diventerà un fattore enorme di diffusione del virus”.

Tra le ragioni per cui il coronavirus è esploso in questo modo c'è anche “il basso livello di percezione del pericolo da parte della popolazione di quanto il coronavirus potesse rappresentare un rischio prima del lockdown” aggiunge Jose Hernandez, un ricercatore e assistente professore di sociologia dell'Università di Cordoba, specializzato anche in politiche sociali sanitarie. “Prima di allora, fino a pochi giorni fa, non c'era un'informazione chiara su cosa fosse il coronavirus” aggiunge Hernandez.

Anche la distribuzione della popolazione spagnola può aver avuto un effetto, osserva Alberto Mataran, professore di scienze ambientali all'Università di Granada. “C'è una grande densità di abitanti in città come Madrid o sulle coste del Mediterraneo e un gran numero di centri abitati intorno alle città”. “A questo si somma il fatto che ci sono numerosi spazi comuni, comportamenti sociali molto affettuosi rispetto ad altri Paesi – noi ci stringiamo sempre le mani, ci abbracciamo e baciamo quando ci incontriamo – e le possibilità che il virus si possa propagare sicuramente possono aumentare anche per questo motivo”. Per quanto riguarda la molto citata scarsità di risorse, afferma Hernandaz questa spiega la “relativamente rapida saturazione” del sistema sanitario.

“Inoltre la Spagna ha anche un numero elevato di popolazione anziana, che è molto vulnerabile, le case di riposo spesso non hanno risorse mediche adatte ad un'epidemia. Oltre a tutto ciò bisogna anche aggiungere che gli ospedali e i servizi sanitari spagnoli sono diretti da differenti regioni autonome e questo genera numerose ineguaglianze di fondo”.

Nel frattempo il governo ha dovuto difendere la sua decisione di permettere che si svolgessero in Spagna le dimostrazioni per la giornata internazionale delle donne dell'8 marzo. Una cosa che la professoressa Silvia Carlos Chilleron, professoressa del dipartimento di Salute pubblica e Medicina della prevenzione all'Università di Navarra, sostiene sia da indicare tra i possibili fattori dell'esplosione dell'epidemia nel paese.

“Più alti sono i numeri dei contatti, più alta è la probabilità di contagio, in particolare quando affrontiamo una nuova infezione contro la quale non abbiamo difese immunitarie”, afferma Chilleron.

La professoressa punta anche il dito contro la buona stagione e l'elevato livello di socializzazione come, ad esempio, le persone sedute fuori dai bar, come un altro fattore possibile. Anche se alcuni studi hanno dimostrato che un aumento delle temperature e l'alta umidità potrebbero aver agito come freno alla propagazione del virus.

Red/cb
(Fonte: Al Jazeera)