Fonte governo.it

Coronavirus, polemica sul passaporto sanitario, Boccia: "È incostituzionale"

Il governatore della Sardegna chiede il passaporto di immunità per i turisti che entrano in regione, una proposta che ha sollevato le polemiche del sindaco di Milano. Per gli scienziati i test non danno una patente di immunità

Le vacanze si avvicinano ed è scattata l'ipotesi del passaporto sanitario che attesti la negatività al virus dei turisti. In particolare il primo a sostenere la proposta è stato il governatore della Sardegna, Christian Solinas: "Noi chiediamo che i viaggiatori certifichino prima di partire la propria negatività al virus. In maniera semplice e senza costi proibitivi, che poi comunque rimborseremo, le persone dovrebbero poter fare nei laboratori della propria città o dal proprio medico di famiglia dei test che siano validati poi dalle autorità sanitarie. Ora sta al governo fare la sua parte e semplificare l’accesso ai test. Se questo verrà fatto, sarà poco rilevante che si arrivi da questa o quella regione, perché sarà certificato lo stato personale rispetto al virus". Una dichiarazione che mercoledì, ha sollevato la reazione polemica di Beppe Sala, sindaco di Milano che ha avvertito: "Quando deciderò dove andare per un weekend o per una vacanza, me ne ricorderò". Il ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia, oggi, ha stroncato le polemiche. "Passaporto sanitario? Rileggete l'articolo 120 della Costituzioneuna Regione non può adottare provvedimenti che ostacolino la libera circolazione delle persone", ha detto durante l'audizione in Commissione federalismo fiscale della Camera.

In realtà, il problema del certificato di negatività, che continua a piacere anche al governatore della Sicilia Nello Musumeci, sta nel fatto che i test rapidi molecolari sulla saliva di cui parla Solinas in Europa e in Italia non sono disponibili e validati e hanno iniziato a circolare solo negli Stati Uniti, nel New Jersey. Ci sono aziende e consorzi di aziende che hanno annunciato di essere pronti a commercializzare i loro test anche in Europa, ma mancano le certificazioni.

Se invece la patente di immunità arrivasse dai test seriologici? In questo caso numerosi scienziati hanno già escluso la validità dell'esame. “Lo ripeto da tempo e lo sostiene anche l' Organizzazione mondiale della sanità - spiega in un'intervista al Corriere della Sera Alberto Mantovani, 71 anni, immunologo di fama internazionale e direttore scientifico dell'Humanitas di Rozzano, oltre che professore emerito all'Humanitas University - questi test per la ricerca di anticorpi per Sars- CoV-2 sono uno strumento prezioso per valutare la prevalenza e la diffusione del virus e in alcune condizioni cliniche, ma non danno una patente di immunità. Sul singolo a oggi ancora non sappiamo se la presenza diunacerta quantità di anticorpi è la spia di una risposta immunitaria che assicura protezione contro l'infezione”. In particolare, il test sierologico certifica la presenza di due tipi di anticorpi, le IgM che ci dicono che siamo venuti a contatto con il virus di recente, le IgG in passato. Il responso che servirebbe a un turista è essere negativo alle IgM e positivo alle IgG cosa che fotografa il fatto di aver contratto l’infezione in passato. Ma non basta, perché questo passato non è quantificato: l’infezione potrebbe ancora essere presente e quindi il soggetto contagioso e per saperlo serve un tampone, quindi tempi più lunghi.

A rafforzare l'idea che la patente di immunità non è fattibile anche le dichiarazioni del ministro Boccia: "Se gli scienziati dicono che non ci sono passaporti sanitari, non ci sono". Boccia, insomma, esclude una mobilità differenziata a livello regionale: "Nei prossimi giorni con l'ultimo click che riporterà il Paese a muoversi ci dovrà essere anche quello del buonsenso. Se tutte le regioni ripartono, ripartono senza distinzioni sul profilo dei cittadini di ogni regione, la distinzione tra cittadini di una città rispetto all'altra non è prevista, se siamo sani ci muoviamo. Diverso è prevedere una fase di quarantena, ma non siamo in quella condizione. E anche in quel caso ci vuole un accordo tra le parti".

Red/cb
(Fonte: Corriere della Sera e Repubblica)