Coronavirus, potrebbe essere la settimana peggiore per Usa e Regno Unito

Segnali di speranza, però, arrivano dal rallentamento di nuovi decessi in altri Paesi, come Italia, Spagna e Francia, dove lo stop alle attività e l'isolamento sembrano funzionare

Gli Stati Uniti e la Gran Bretagna si sono preparati per quella che potrebbe essere una delle loro settimane peggiori, con i numeri dell'epidemia di coronavirus in crescita. Ma un po' si speranza arriva da Italia, Spagna e Francia, dove nuovi decessi e infezioni sembrano rallentare, suggerendo che i blocchi e il distanziamento sociale stanno funzionando.

In Gran Bretagna oltre 600 persone risultate positive ai test sono morte domenica. Il primo ministro britannico Boris Johnson, che è stato infettato il mese scorso, è stato ricoverato in ospedale in quella che il suo ufficio ha descritto come precauzione a causa di sintomi persistenti.

Più di 9.600 persone risultate positive ai test sono morte negli Stati Uniti che hanno il più alto numero di infetti al mondo: oltre 337.000. Un rapporto di un'agenzia federale di controllo ha rilevato che tre ospedali statunitensi su quattro intervistati stanno già curando pazienti con COVID-19 confermato o sospetto. A New York City, epicentro statunitense della pandemia, i decessi giornalieri confermati sono leggermente diminuiti, insieme ai ricoveri in terapia intensiva e al numero di pazienti che necessitavano di respiratori.

In Spagna, invece, decessi e nuove infezioni sono scesi di nuovo lunedì. Il ministero della salute ha riportato 637 nuovi decessi, il bilancio più basso in 13 giorni, per un totale di oltre 13.000 morti. Le nuove infezioni registrate sono state anche le più basse in due settimane. Anche l'Italia, ieri, ha riportato 525 vittime, il numero più basso dal 19 marzo. Dall'inizio dell'epidemia le vittime sono 15.887. In Francia sono stati registrati 357 morti per coronavirus domenica, portando il totale delle vittime a 8.078. Si tratta del dato più basso in quest’ultima settimana 

In tutto il mondo, quasi 1,3 milioni di persone sono confermate infette e oltre 70.500 sono morte, secondo il conteggio della Johns Hopkins University. Più di 270.000, invece, le persone guarite.

red/mn

(fonte: Apnews)