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Coronavirus, von der Leyen, "Prime vaccinazioni a dicembre"

Una luce in fondo al tunnel, gli stati europei la stanno iniziando a vedere con l'annuncio dell'arrivo del vaccino a fine dicembre. E oggi anche il ministro della Salute italiano ha parlato del nuovo piano vaccinale per il coronavirus che sarà “centralizzato” e destinato in prima battuta a 1,7 milioni di persone

Gli stati membri si preparino perché tra poco: “Forse ancora prima della fine di dicembre” i primi cittadini europei potranno avere la dose di vaccino contro il coronavirus. Sono le parole della presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen a squarciare per una volta la coperta pesante dell'impossibilità ad agire contro la pandemia. È in questo panorama che il ministro della Salute Roberto Speranza ha dichiarato oggi, mercoledì 25 novembre, che presenterà il piano strategico dei vaccini anticovid il prossimo 2 dicembre.

La Commissione Ue
"Per i vaccini la Commissione europea ora ha contratti con sei società farmaceutiche ed i primi cittadini europei potrebbero essere vaccinati ancora prima della fine di dicembre. Finalmente vediamo una luce alla fine del tunnel" ha detto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. "Gli Stati membri si devono preparare. Si parla di milioni di siringhe, di catena del freddo, di organizzare centri di vaccinazione e qualificare personale per farlo. Tutto questo va preparato. Gli Stati devono approntare la logistica per il dispiegamento di centinaia di milioni di dosi di vaccini", ha aggiunto von der Leyen. A proposito delle misure anti-Covid la presidente Ue ha poi commentato: "So che chi ha negozi, bar, ristoranti, vuole la fine delle restrizioni, ma dobbiamo trarre insegnamenti dall'estate evitando di ripetere gli stessi errori. Un rilassamento troppo celere ed eccessivo delle misure diventa un rischio per una terza ondata dopo Natale".

Il piano vaccinale italiano
Stesso messaggio che ha lanciato Roberto Speranza: "Dobbiamo resistere ancora per alcuni mesi, ma Covid verrà sconfitto grazie alla ricerca scientifica" ha dichiarato il ministro della Salute. E poi ha aggiunto: "Io sarò in Parlamento il 2 dicembre per presentare il piano strategico dei vaccini che stiamo costruendo. L'Italia ha iniziato a lavorare dal mese di maggio per promuovere un'iniziativa europea nel campo dei vaccini. È stato il primo motore dell'iniziativa della Commissione europea che ha iniziato a costruire contatti con le aziende farmaceutiche che stanno sviluppando vaccini". Anche il ministro Speranza sembra quindi intravvedere la luce in fondo al tunnel, anche se: "La situazione è ancora molto seria con una pressione ancora significativa sul Servizio sanitario nazionale, la circolazione del virus è ancora alta e quindi non possiamo abbassare la guardia". È tuttavia vero che da alcune settimane, ha aggiunto, "si vedono dei segnali incoraggianti, con l'Rt sceso da 1,7 a 1,4, 1,18 nella scorsa settimana, ed è possibile che in questa settimana ci sia ancora un numero più basso. L'Rt più basso si traduce in una situazione più incoraggiante anche per accessi ai pronto soccorso e posti letto occupati in area medica e terapia intensiva, dove si inizia a segnalare un primo elemento di controtendenza". La situazione è quindi molto seria, ha continuato, "non possiamo abbassare la guardia e permetterci leggerezze. Le misure che abbiamo adottato nelle ultime settimane stanno iniziando a dare degli effetti. Abbiamo un segnale di stabilizzazione e riduzione dell'Rt, che è il primo segnale di una pressione che sarà più bassa nelle prossime settimane. La partita è ancora molto dura, ma stiamo percorrendo la strada nella direzione giusta, senza commettere leggerezze e fughe in avanti".

Prime dosi
Speranza ha poi ribadito la sua "grandissima fiducia nelle agenzie regolatorie preposte a garantire la sicurezza dei vaccini, che in Europa e Italia sono l'Ema e l'Aifa. Quando avranno completato il percorso, il vaccino reso disponibile sarà un vaccino sicuro, e noi dovremo lavorare per costruire una campagna di vaccinazione molto larga nel nostro paese". Non arriverà subito per tutti, ma all'inizio si avranno alcune milioni di dosi. Ad esempio da Pfizer ne arriveranno 3,4 milioni, e poiché ne servono due a persona, "si potranno vaccinare 1,7 milioni di persone. Partiremo da categorie più a rischio di prendere virus, come personale sanitario, anziani e chi ha più patologie". È il percorso, ha concluso, "che ci consentirà di aprire una fase diversa". A differenza degli altri vaccini, il cui acquisto viene fatto a livello regionale, per l'anti-Covid "l'acquisto - ha precisato Speranza - sarà centralizzato e gestito dallo Stato". Numerosi contratti sono stati sottoscritti "e altri saranno firmati a breve. Come Italia - ha annunciato - avremo il 13,65% dei vaccini già opzionati in sede europea". "Abbiamo presentato al Parlamento, sia alla Camera che al Senato - ha aggiunto - un piano che potrà essere finanziato con tutte le leve di cui disponiamo, con il Bilancio dello Stato, il Recovery fund e il Mes, che per me è uno strumento a cui bisogna guardare con assoluta serenità. Bisogna chiudere con la stagione dei tagli e aprire una nuova grande stagione di investimenti".

Red/cb
(Fonte: Ansa)