Costa Concordia 5 anni dopo, Curcio: "Il Sistema Paese ha messo in campo eccellenze"

Sono trascorsi già cinque anni dal tragico naufragio della nave da crociera Costa Concordia, ma abbiamo ancora tutti negli occhi le immagini spaventose del "gigante" adagiato su un fianco davanti all'isola del Giglio, sventrato da una manovra assurda che ha causato la morte di 32 persone. Poi l'operazione unica al mondo per raddrizzare il relitto e condurlo a Genova. Le parole di Fabrizio Curcio nel giorno della commemorazione

"Questo evento ha dimostrato che il Sistema Paese è in grado di mettere in campo le migliori energie e professionalità. Noi, come Dipartimento della Protezione Civile, abbiamo avuto un ruolo importante fino al trasporto della nave a Genova, adesso per seguire il completamento dei lavori al Giglio ci sono un territorio, una Regione, una comunità che stanno lavorando e vigilando. Bisogna ricordare sempre che, nella gestione di eventi di questa portata, non esiste mai un unico soggetto che svolge le attività di tutti, esiste sempre un coordinamento. Il Sistema Nazionale di Protezione Civile è un sistema complesso che ha avuto, nella sua interezza, un ruolo importante".
E' quanto ha affermato oggi il capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, rispondendo ai giornalisti a margine della funzione commemorativa per il quinto anniversario del naufragio della Costa Concordia che si è svolta, questa mattina, a Porto Santo Stefano.

Esattamente cinque anni fa, alle 21.45 di venerdì 13 gennaio 2012, la nave da crociera Costa Concordia urtò gli scogli de Le Scole davanti all'isola del Giglio. L'impatto fu violentissimo e causò una falla di circa 70 metri sul lato sinistro dello scafo. La nave si arenò poi a Punta Gabbianara, su uno scalino di roccia che le evitò di precipitare fino 100 metri sott'acqua. A bordo c'erano 4.229 persone (3.216 passeggeri e 1.013 membri dell'equipaggio): 32 persero la vita, 157 furono feriti. Per quella tragedia è stato condannato in primo grado il Comandante della nave, Francesco Schettino, a 16 anni e un mese di reclusione, con l'interdizione perpetua dai pubblici uffici e per 5 anni come comandante di nave. Pena confermata in appello il 31 maggio scorso con in più il divieto, per 5 anni, di praticare qualsiasi professione marittima. Schettino ha fatto ricorso chiedendo l'annullamento della sentenza e ora si attende il pronunciamento della Cassazione.
Nei giorni in cui il relitto della Concordia è stato prima raddrizzato e rimesso in galleggiamento (il cosiddetto parbuckling and refloating), per poi lasciare l'isola del Giglio (23 luglio 2014) alla volta di Genova per lo smantellamento, l'Italia ha avuti puntati su si sé gli oggi di tutto il mondo. Un'operazione ad altissimo rischio, eseguita per la prima volta in assoluto e condotta alla perfezione, grazie al lavoro di squadra e a un team internazionale di professionisti che ha lavorato in maniera affiatata e senza sbavature. L'allora Capo DPC Franco Gabrielli, è stato commissario straordinario per tutta la durata dell'emergenza, fino alla sia conclusione il 15 settembre 2012, quando la gestione ordinaria è passata alle Regioni Toscana e Liguria.
Una vicenda tragica che, tecnicamente, si è conclusa nel migliore dei modi. Rimangono il dolore, la rabbia e l'amarezza per le 32 vittime, che hanno trovato in fondo al mare la fine di quella che doveva essere una vacanza da sogno.
 

patrizia calzolari