(fonte foto: theparbucklingproject.com)

Costa Concordia: a settembre verrà rimessa in verticale

Franco Gabrielli ha reso noto che si prevede che a settembre il relitto della Costa Concordia venga rimesso in assetto verticale. In quel momento saranno chiariti i tempi per il rigalleggiamento e lo spostamento della carcassa. Nel mentre i lavori proseguono e anche il monitoraggio dell'inquinamento delle acque

A fine estate il relitto della Costa Concordia, affondata nelle acque dell'isola del Giglio il 13 gennaio 2012, verrà rimesso in assetto verticale. La notizia viene confermata dai tecnici del Consorzio Titan-Micoperi che ipotizzano settembre come mese per il "parbuckling".

Ieri il Commissario Delegato per l'emergenza per il naufragio, nonché Capo della Protezione Civile, Prefetto Franco Gabrielli, alla presenza del Sindaco del Giglio Sergio Ortelli e della Presidente dell'Osservatorio Maria Sargentini, ha incontrato la popolazione dell'isola, fornendo un aggiornamento sullo stato di avanzamento dei lavori di rimozione del relitto. In questa occasione Gabrielli ha appunto comunicato che il mese di settembre potrà vedere la Concordia nuovamente "in piedi". All'incontro erano presenti anche Costa Crociere e il Consorzio Titan-Micoperi.

Il raddrizzamento del relitto consentirà di verificare il lato attualmente sommerso e quindi inaccessibile, effettuare interventi di ripristino e riparazione e, in generale, renderà possibile una valutazione tecnica sulle condizioni complessive della nave in vista del suo rigalleggiamento e successivo trasporto. A seguito del completamento di tale valutazione sarà possibile stabilire con precisione i tempi delle fasi successive.

I lavori di rimozione proseguono senza sosta con circa 500 addetti e 30 mezzi navali impegnati quotidianamente, 24 ore su 24, 7 giorni su 7, e ieri è iniziato il posizionamento dell'ultima delle sei piattaforme subacquee che garantiranno l'appoggio in sicurezza del relitto dopo la fase di rotazione in assetto verticale. La piattaforma pesa circa 1.000 tonnellate, misura 32 metri di lunghezza per un'altezza di 22 metri, ed è sostenuta da 5 grossi pilastri (oltre 1,5 metri di diametro) inseriti nel fondale di granito per una profondità di circa 10 metri.

Contemporaneamente sta proseguendo l'installazione dei sacchi removibili riempiti di una speciale malta cementizia necessari per completare il fondale artificiale sul quale sarà adagiato il relitto. Inoltre sono già stati posizionati, saldati e fissati due cassoni di galleggiamento sul lato emerso della nave; prima della fase di rotazione ne restano da installare altri 9. I cassoni, costruiti da Fincantieri, sono in acciaio e le loro dimensioni sono di 10,5 metri per 11,5 metri, per 20 o 30 metri di altezza. Successivamente al parbuckling, saranno installati altri 4 cassoni per arrivare così al totale complessivo di 15. A seguito del raddrizzamento della nave seguirà l'installazione degli altri 15 cassoni sul lato dritto. L'installazione dei 30 cassoni permetterà il galleggiamento del relitto.

Altro aspetto molto importante è la protezione dell'ambiente. Secondo quanto comunicato dagli organi che stanno gestendo i lavori, "fino ad oggi non è stato registrato alcun danno all'ecosistema marino esterno all'area di cantiere. Inoltre, lo scorso 15 giugno, ARPAT (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Toscana) e ISPRA hanno evidenziato che tutte le attività di prelievo e analisi, condotte sin dal gennaio 2012, non hanno rilevato situazioni di criticità. Anche i cicli di campionamento condotti all'interno della nave non destano al momento particolari preoccupazioni". "I dati scientifici indicano che, nonostante la permanenza del relitto, lo stato del mare non è difforme da quello del resto delle acque isolane e della Toscana. Interessante sottolineare come a questo risultato si sia arrivati non solo con analisi tradizionali, ma anche effettuando esami sulle colonie di mitili e ricci appositamente messe sul luogo e da pesci che, prelevati periodicamente a campione, sono risultati privi di differenze dai loro simili residenti nelle altre zone della costa toscana. Gli scienziati hanno dunque affermato che la presenza della Concordia e del cantiere non ha influito sul complesso della situazione ambientale delle acque. E' stata riscontrata esclusivamente la presenza di un'area di polveri sedimentate - un mix di sabbia e cemento - vicino alla Concordia, derivanti dalle perforazioni della roccia effettuate per posizionare le strutture necessarie per le operazioni di rimozione". Sulle polveri rilevate Costa Crociere dovrà consegnare un rapporto e la stessa compagnia dovrà poi presentare un piano di gestione e ripristino dello stato precedente del fondale.


Redazione/sm
Fonte: sito theparbucklingproject.com