Costa Concordia, il CNSAS conclude le operazioni

A causa del venir meno delle condizioni dei presupposti operativi ha disposto la conclusione della partecipazione alle attività di search and rescue nella nave Costa Concordia. Sembra che la decisione sia dovuta a un serie di condizioni ostative di ordine tecnico - burocratico che di fatto hanno fortemente limitato la possibilità di operare con continuità secondo le metodiche standard degli speleosub del CNSAS.

In una nota diramata alle ore 18.00 di oggi il Presidente del Soccorso alpino e speleologico, Pier Giorgio Baldracco, fa sapere che "venute meno le condizioni ed i presupposti operativi, in accordo con il Dipartimento della Protezione Civile, ha disposto la conclusione della partecipazione alle attività di search and rescue nella nave Costa Concordia".

Non è chiaro nella nota cosa significhi il 'venir meno delle condizioni e dei presupposti operativi'. Secondo nostre fonti vicine al soccorso speleologico sembra che la decisione sia dovuta a un serie di condizioni ostative di ordine tecnico - burocratico che di fatto hanno fortemente limitato la possibilità di operare con continuità secondo le metodiche standard degli speleosub del CNSAS. Gli speleosub - secondo la nostra fonte - hanno un'operatività h. 24 impostata al raggiungimento degli obiettivi indifferentemente dal fatto che sia giorno o sia notte. Sono abituati a lavorare nel buio assoluto e per lungo tempo.

Il CNSAS - prosegue poi il comunicato -  è stato attivato dal Dipartimento della Protezione Civile, su richiesta della prefettura di Grosseto, alle ore 11.00 di domenica 15 gennaio 2012 per partecipare con gli speleosubacquei del Soccorso speleologico alle attività di ricerca. Alle operazioni hanno partecipato 72 tecnici del Soccorso speleologico, di cui diciannove speleolosubacquei e cinquantatre di supporto specialistico. La FIAS (Federazione Italiana Attività Subacquee) con dieci volontari e due gommoni ha supportato eccellentemente il lavoro dei tecnici del CNSAS.  Nell’ambito della più generale attività di coordinamento dei soccorsi, le operazioni del Soccorso speleologico sono state coordinate direttamente dall’Isola del Giglio da Pier Giorgio Baldracco, presidente nazionale del CNSAS, e da Corrado Camerini, responsabile nazionale del Soccorso speleologico.


red/am