Il relitto della Costa Concordia (Reuters)

Costa Concordia, un anno dopo. Gabrielli: "obiettivo è rimuovere il relitto entro settembre"

Tra impatto ambientale e processo di rimozione, il punto a un anno dal tragico naufragio al largo delle coste toscane che costò la vita a 32 persone

13 gennaio 2012: è passato esattamente un anno dal naufragio della nave da crociera Costa Concordia, che andò a sbattere contro gli scogli dell'Isola del Giglio.  4200 le persone a bordo, 32 delle quali persero la vita. Da allora, soccorsi, indagini, udienze, perizie, polemiche e lavori hanno scandito le cronache nazionali e la vita dei superstiti, nonchè degli abitanti dell'Isola che vivono tuttora in stato di emergenza (appena prorogato dal consiglio dei ministri su richiesta del sindaco Sergio Ortelli).

Lo scorso novembre, Costa Crociere e il Consorzio italoamericano Titan/Micoperi, assegnatario dei lavori, hanno annunciato il completamento della fase di stabilizzazione del relitto, e la preparazione di un "falso fondale" che farà da appoggio per la rotazione e il rialzamento dello nave. E proprio in queste ore, nel corso di una conferenza stampa al Giglio, il capo della Protezione Civile Franco Gabrielli, commissario per l'emergenza della Costa Concordia, ha rimarcato l'eccezionalità delle operazioni di rimozione, estremamente complesse dal punto di vista tecnico-ingegneristico. Il consorzio Titan/Micoperi, ufficialmente all'opera dal maggio 2012, aveva preso l'impegno di concludere l'intervento nel giro di 10-12 mesi; a questo punto, ha dichiarato Gabrielli, si può ipotizzare come conclusione delle operazioni la data di settembre prossimo, che include anche un periodo di circa un mese e mezzo aggiuntivo nell'eventualità che si riscontrino condizioni meteo-marine avverse. In programma c'è il rigalleggiamento della Concordia, che una volta rialzata verrà trasferita in un porto che non è stato ancora scelto; non sono previsti rischi di rottura dello scafo al momento della messa in trazione per il rigalleggiamento, come ha sottolineato l'ingegnere Franco Porcellacchi che segue il cantiere per conto di Costa Carnival. La Costa ha inoltre annunciato un aumento dei costi della rimozione, il cui budget rispetto ai 300 milioni di dollari del progetto originale è stato innalzato di altri 100 milioni.

In questi giorni è arrivato anche il report delle attività svolte dall''Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Toscana, che ha collaborato con la Prefettura di Grosseto e la Protezione Civile per la messa in sicurezza del relitto e il monitoraggio delle acque. ARPAT ha contribuito ai lavori del Comitato Tecnico-scientifico impegnato presso l'Isola del Giglio per la gestione dell'emergenza, predisponendo grazie alle sue strutture specialistiche un piano di monitoraggio operativo tutt'oggi.
Il piano è stato impostato in modo tale da rilevare sia fenomeni di inquinamento acuto dell'ambiente marino sia fenomeni di inquinamento a lungo termine, sui quali indagare anche su una zona più ampia di quella strettamente interessata dal naufragio. Il prelievo dei campioni e le conseguenti analisi - effettuate anche sulle isole vicine, come Elba e Montecristo, e sulla terraferma a Foce Bruna e a cala di Forno - hanno permesso all'ARPAT di valutare l'impatto dell'evento, che avrebbe potuto essere potenzialmente catastrofico per l'ambiente ma è stato invece molto limitato, grazie a tutte le azioni di prevenzione messe in atto (ad esempio la rimozione del carburante) e alla continua attenzione e l'impegno profuso da parte degli organi di controllo.
Per quanto riguarda l'acqua, non si sono evidenziate situazioni di evidente criticità se non all'interno della nave, senza peraltro che queste ultime determinassero situazioni di inquinamento significativo; analogamente, per quanto riguarda la componente biologica non sono state rilevate particolari situazioni di stress ambientale, se si eccettuano alcune zone con lieve disturbo antropico relativamente a macroalghe e coralli a poca distanza dalla zona del relitto.
ARPAT ha poi monitorato anche l'inquinamento atmosferico e quello acustico, in collaborazione con le imprese che gestiscono la rimozione del relitto, senza rilevare alterazioni significative della qualità dell'aria nè particolari problematiche acustiche.

Se c'è ottimismo sulle operazioni di rimozione e sulle conseguenze ambientali del disastro, sembra ancora lontana la risoluzione delle pendenze giudiziarie. E' di pochi giorni fa la notizia che la Carnival, proprietaria di Costa Crociere, avrebbe depositato presso un tribunale della California un documento di risposta alle richieste di risarcimento di 150 passeggeri della nave, in cui afferma che la colpa delle "presunte lesioni" verificatesi durante il naufragio sia imputabile a comportamenti negligenti o disattenti dei passeggeri. La rivelazione è dell'avvocato John Arthur Eaves, che difende questi passeggeri negli Stati Uniti e che ha annunciato che chiederà di interrogare tutte le persone "responsabili con la loro condotta di aver permesso al capitano di deviare la rotta della nave". In Italia, nel frattempo, sono giunte da parte del Procuratore di Grosseto Francesco Verusio - che parteciperà oggi alle commemorazioni delle vittime sull'Isola - ulteriori dichiarazioni sulla responsabilità del disastro: "nell'immediatezza del naufragio" ha commentato Verusio "realizzammo subito che Francesco Schettino fosse il massimo responsabile. Poi studiando le convenzioni internazionali, le procedure e le responsabilità nei vari ruoli marittimi, abbiamo individuato altri. Ma è indubbio che la sua condotta incredibile fu determinante nell'incidente".


Red/cb