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Crescono le foreste, ma non il verde pubblico

Legambiente analizza la situazione denunciando ritardi nella crescita del verde nelle città e proponendo cinque azioni prioritarie al Governo

Aumenta il patrimonio forestale e boschivo, ma c'è scarsa propensione allo sviluppo del verde urbano. Il dibattito del VI Forum nazionale di Legambiente, sul tema de “La Bioeconomia delle Foreste”, si è svolto proprio intorno al ritardo delle città nella creazione di verde pubblico. Se da un lato, infatti, foreste e boschi sono cresciuti arrivando a coprire il 36,7% del territorio nazionale con un’estensione di 11 milioni di ettari, il verde nelle aree urbane rimane fermo a una media di soli 24 alberi/100 abitanti nei 105 capoluoghi monitorati da Legambiente. Le città più virtuose risultano Modena con 117 alberi ogni cento abitanti, Cremona con 99 e Trieste con 96. Numeri che non permettono di raggiungere gli obiettivi fissati dalla Strategia UE sulla biodiversità che propone di piantare 3 miliardi di alberi entro il 2030.

Ritardi che Legambiente denuncia esserci anche sul fronte della pianificazione e gestione sostenibile delle foreste, nella valorizzazione delle filiere forestali e della produzione made in Italy, così come nella prevenzione degli incendi e il contrasto alla deforestazione. Non sono rispettati, inoltre, i dettami della legge n.10/2013 che prevede la dotazione di un catasto degli alberi per tutti i comuni al di sopra dei quindicimila abitanti. Buona, invece, la realizzazione del primo Cluster nazionale del legno, avviato a luglio 2023 dal MASAF – Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, formato da quindici soggetti, dalle associazioni di categoria alle università, per creare sinergie e sviluppo attorno al mercato del legno e alla selvicoltura.

A fronte di queste analisi del Report Foreste 2023, il Forum di Legambiente ha elaborato un appello al Governo, indicando cinque azioni prioritarie su cui accelerare il passo:

1 – implementazione degli impegni per la Strategia Forestale Nazionale per raggiungere gli obiettivi fissati al 2030;

2 – applicazione della legge n. 10/2013;

3 – incentivare la nascita di cluster regionali sulla scorta di quanto già realizzato con il Cluster nazionale Italia Foresta Legno;

4 – completare i progetti del PNRR dedicati al verde urbano, soprattutto per combattere le ondate di calore in ambito urbano e quindi la crisi climatica;

5 – promuovere un piano nazionale di verde pubblico urbano e di messa a dimora di alberi, puntando sulla ripresa dei vivai pubblici.

“Ripensare e rigenerare le aree urbane rendendole più verdi, sostenibili e accessibili – dichiara Stefano Ciafani, Presidente nazionale Legambiente – significa prendersi cura della salute di cittadine e cittadini e rendere le città più resilienti alla crisi climatica. Oltre che tutelare gli ecosistemi forestali, promuovere una bioeconomia circolare che valorizzi il ruolo multifunzionale delle foreste è l’unico modo per raggiungere gli obiettivi UE su clima e biodiversità. Noi continueremo a piantare alberi attraverso le nostre campagne e celebrando la Festa dell’Albero, ma il Governo e le istituzioni agiscano in primis completando i progetti del PNRR dedicati al verde urbano, applicando la Legge 10/2013 sugli spazi verdi urbani, promuovendo un piano nazionale di messa a dimora di alberi per orientare le strategie sul tema, per migliorare la vivibilità e il benessere dei cittadini”.
Legambiente propone anche il mantenimento degli ecosistemi forestali sani e resilienti con politiche adatte, la destinazione del 10% del patrimonio forestale a riserva integrale, la realizzazione di un sistema omogeneo di monitoraggio, ricerca e conoscenza delle foreste, la prevenzione dei rischi anche mediante la pianificazione e certificazione forestale.

Fabio Ferrante