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Cri e Università di Catania insieme contro le fake news

Promuovere una corretta informazione su salute, crisi climatica e questioni sociali, è questo l'obiettivo di una serie di incontri che verranno organizzati dall'Università di Catania in collaborazione con la Cri 

In un mondo in cui proliferano le fake news su temi rilevanti come la salute, la crisi climatica e le questioni sociali, Croce Rossa e Università di Catania si alleano per sconfiggerle. Come? Tramite una serie di incontri tenuti da esperti, scienziati e ricercatori aperti a tutti: studenti e cittadini. Un modo per promuovere la corretta informazione su tematiche che caratterizzano questo periodo. L'idea è stata suggellata da un protocollo di intesa firmato dal rettore dell'Università di Catania, Francesco Priolo e dal presidente nazionale della CRI, Francesco Rocca.

L’accordo
L’accordo prevede la realizzazione di incontri negli spazi dell’ateneo catanese destinati agli studenti e ai volontari della CRI e aperti alla cittadinanza, finalizzati a incrementare le conoscenze e le consapevolezze sui temi di attualità, facendo leva sulla ricerca coerente delle fonti informative. Le varie iniziative saranno programmate e monitorate da una Commissione tecnica-operativa paritetica, composta dai docenti Riccardo Reitano e Adriana Di Stefano e dai rappresentanti CRI Gabriele Bellocchi e Vanessa Seren, che mirerà anche a favorire lo scambio delle buone prassi, delle analisi e dei risultati raggiunti.

Le parole del presidente CRI
“L’educazione alla salute, la divulgazione della cultura umanitaria e la diffusione dei corretti stili di vita fanno parte del mandato della Croce Rossa Italiana tanto quanto la promozione di iniziative che incentivino la cooperazione allo sviluppo, accrescano la formazione sui diritti umani – ha sottolineato il presidente della CRI, Francesco Rocca – e creino consapevolezza rispetto a emergenze globali quali il cambiamento climatico. Con il protocollo d’intesa siglato oggi tra l’Università di Catania e la Croce Rossa Italiana viene messo in moto un meccanismo virtuoso e costruttivo. Il futuro sono i giovani e la nostra associazione lo sa bene, considerando che circa 40mila dei nostri 150mila volontari sono ‘under 35’ e che giocano un ruolo-chiave nelle numerose attività che svolgiamo. Il fatto poi che, da oggi, determinati valori siano veicolati anche da un prestigioso Ateneo, ci rende orgogliosi e ci fa ben sperare in un domani migliore. Perché solo il sapere e la cultura rendono liberi e consapevoli, trasformandoci in uomini e donne migliori”.

red/cb
(Fonte: Cri)