CRI su maxiprestito:''è un riconoscimento all'affidabilità''

150 milioni di euro per far fronte ai debiti: questa la cifra che il "decreto del fare" ha concesso alla CRI, come anticipazione di liquidità, sollevando pesanti critiche da parte delle altre associazioni di volontariato

Il Decreto Legislativo del 28 settembre 2012, che ha avviato il riordino della Croce Rossa Italiana prevede per la CRI  la possibilità di ottenere "anticipazioni per fronteggiare carenze di liquidità per spese obbligatorie e inderogabili".

"Ed è proprio per questo - si legge in un comunicato stampa della CRI -  che è stato approvato oggi, all'interno del Decreto Legge del Fare, un emendamento, il 49bis, che concede alla Croce Rossa Italiana di accedere ad una anticipazione di liquidità, per l'anno 2014, nel limite massimo di 150 milioni di euro per fare fronte al pagamento dei debiti certi, liquidi e esigibili alla data del 31 dicembre 2012 anche a carico di singoli Comitati territoriali".

Questo "maxiprestito", così come è stato definito da più parti, ha dato origine a vibrate proteste da parte delle associazioni di volontariato che operano nel settore sanitario, quali l'ANPAS, l'Associazione nazionale delle Pubbliche Assistenze, che ha definito il provvedimento "un segnale gravissimo e una mancanza del rispetto del più elementare buon senso democratico" e della Confederazione nazionale delle Misericordie d'Italia che hanno parlato di "un'assoluta ingiustizia".

La CRI oggi quindi ci tiene a precisare che l'esatta motivazione del provvedimento, è quella di "permettere all'Associazione di far fronte alle conseguenze di contenziosi legali risalenti alle amministrazioni precedenti all'ultimo commissariamento così come rappresentato nella relazione tecnica al decreto di riordino".
"Le procedure relative a quei contenziosi - spiega infatti la nota CRI - hanno avuto la conseguenza di paralizzare le diverse, preziose, attività della Croce Rossa Italiana su tutto il territorio nazionale. Un provvedimento, quello inserito nel DL Fare, quindi, che aiuta l'Associazione tutta a godere della disponibilità di risorse necessarie a permettere a dipendenti, volontari e operatori di continuare ad aiutare chi ha bisogno e vivere con maggiore serenità i prossimi mesi di questa non facile transizione".

La CRI quindi vede in questo provvedimento un atto di consapevolezza da parte del Governo circa "l'importanza strategica della Croce Rossa Italiana, che con i suoi circa 150 mila volontari ogni giorno è vicina a chi ha bisogno (nuovi poveri, malati, anziani, migranti, donne che subiscono violenza, vulnerabili)", nonché un riconoscimento "dell'affidabilità e della serietà della Croce Rossa Italiana e del nuovo corso avviato dalla governance attuale, che negli ultimi anni ha promosso una costante e forte azione di riordino dei conti e di rilancio del ruolo dell'ente a livello nazionale ed internazionale".


red/pc


(fonte:CRI)