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Crimini ambientali: G7 chiede impegno più forte

Il business delle ecomafie è al terzo posto dopo traffico di droga e contraffazione

È necessaria ''una reazione più forte'' contro le ecomafie che attentano all'equilibrio ambientale del pianeta e lucrano ogni anno guadagni illeciti enormi: da 110 a 281 miliardi di dollari a livello globale, secondo le più recenti indagini dell'Interpol e dell'Unep (United Nations Environment Programme)”. E' l'indicazione che emerge dalla seconda ed ultima giornata di lavori del G7 dei ministri dell'Interno, in corso a Parigi, che dedica nel programma una sessione specifica proprio a questo tema.

Si tratta di un settore criminale che è attualmente al terzo posto assoluto come giro d'affari dopo il traffico di droga e la contraffazione. ''L'ambiente - rilevano dal ministero dell'Interno francese in occasione del meeting, intitolato 'Per un mondo più sicuro' - messo a repentaglio da attività come il taglio di legname e la deforestazione, la pesca illegale, il traffico di rifiuti, il commercio illecito di minerali e sostanze chimiche, la caccia di frodo e il commercio di specie animali e vegetali. Queste attività costituiscono le categorie principali del crimine ambientale''.

L'argomento all'attenzione dei responsabili della sicurezza del G7 perché il crimine ambientale, che ha assunto ormai una rilevanza transnazionale, ''danneggia la biodiversità priva le comunità di importanti risorse, indebolisce la salute pubblica ed perciò minaccia la sicurezza internazionale''.

Red/cb
(Fonte: AdnKronos)