Fonte archivio sito

Crisi climatica, gli scienziati ai media: "parlate di cause e soluzioni"

Nel documento si invitano anche i giornali a usare nuovi termini per parlare della crisi climatica per esempio di non usare più il termine "maltempo" ma "cambiamento climatico"

Cento scienziati hanno scritto una lettera ai media italiani per chiedere di parlare "della crisi climatica e delle sue soluzioni". "Giornalisti, parlate delle cause del cambiamento climatico, e delle sue soluzioni. - si legge nel documento - Omettere queste informazioni condanna le persone al senso di impotenza, proprio nel momento storico in cui è ancora possibile costruire un futuro migliore". La richiesta è firamta tra gli altri dal premio nobel per la Fisica Giorgio Parisi,  Carlo Cacciamani, Nicola Armaroli, Antonello Pasini, Stefano Caserini, Federico Grazzini Enrico Giovannini, Davide Faranda, Luca Mercalli, Telmo Pievani

Cause e soluzioni
Il problema sollevato dagli scienziati è che quando i media parlano di crisi climatica: "parlano ancora troppo spesso di “maltempo” invece che di cambiamento climatico, spesso omettono le cause e le relative soluzioni. È come se nella primavera del 2020 i telegiornali avessero parlato solo di ricoverati o morti per problemi respiratori senza parlare della loro causa, cioè del virus SARS-CoV-2, o della soluzione, i vaccini". Seguono le motivazioni dell'appello: "Non parlare delle cause dei sempre più frequenti e intensi eventi estremi che interessano il nostro pianeta e non spiegare le soluzioni per una risposta efficace rischia di alimentare l'inazione, la rassegnazione o la negazione della realtà, traducendosi in un aumento dei rischi per le nostre famiglie e le nostre comunità, specialmente quelle più svantaggiate. Per queste ragioni, invitiamo tutti i media italiani a spiegare chiaramente quali sono le cause della crisi climatica e le sue soluzioni, per dare a tutti e a tutte gli strumenti per comprendere profondamente i fenomeni in corso, sentirsi parte della soluzione e costruire una maggiore fiducia nel futuro".

Siamo ancora in tempo
Nella conclusione un'apertura alla possibilità di un futuro migliore: "Siamo ancora in tempo per scegliere il nostro futuro climatico. Siamo ancora in tempo per scegliere un futuro sostenibile che metta al primo posto la sicurezza, la salute e il benessere delle persone, come previsto dagli obiettivi europei di riduzione delle emissioni del 55% al 2030 e di neutralità climatica al 2050", conclude l'appello.

red/cb
(Fonte: Climate Media Center Italia)