fonte: Leibniz Institute for Zoo and Wildlife Research

Crisi climatica, le specie non hanno il tempo di adattarsi ai cambiamenti

Da uno studio condotto da un team internazionale di ricercatori emerge come le popolazioni in fase di cambiamento adattativo non si stiano adattando abbastanza velocemente per garantirne la persistenza a lungo termine

Uccelli e altre specie non stanno riuscendo ad adattarsi alla crisi climatica in atto e ai cambiamenti che ne derivano. Questa la conclusione di un team internazionale di scienziati che include un biologo della Iowa State University e ricercatori del Leibniz Institute for Zoo and Wildlife Research di Berlino. Il recente articolo del team è stato pubblicato sulla rivista accademica Nature Communications. L'analisi conclude che gli animali rispondono ai cambiamenti climatici, ma troppo lentamente.

I ricercatori hanno analizzato diverse specie di uccelli come la gazza comune e il pigliamosche pezzato europeo, che sono noti per aver messo in atto meccanismi di adattamento al cambiamento climatico. Sotto la lente dei ricercatori anche le tartarughe.

Il team di ricerca internazionale ha analizzato dati rilevanti della letteratura scientifica per mettere in relazione i cambiamenti del clima nel corso degli anni con possibili cambiamenti nei tratti delle specie analizzate. Il team ha quindi valutato se i cambiamenti dei tratti osservati fossero associati ai risultati desiderati (tassi di sopravvivenza più elevati o aumento del numero di prole).

Le specie rispondono ai cambiamenti climatici spostando i tempi di importanti processi biologici, come il letargo, la riproduzione e la migrazione. Lo studio ha scoperto che quei cambiamenti, noti come tratti fenologici, si verificano più comunemente nelle regioni temperate, dove i processi biologici sono stati spostati a date precedenti rispetto al passato. Le specie possono anche cambiare nei tratti morfologici (ad esempio nella dimensione corporea e nella massa), ma lo studio non ha trovato alcun modello sistematico per spiegare come il cambiamento climatico influenzi i tratti morfologici. Il problema, però, rilevano i ricercatori è che questi mutamenti dei tratti non avvengono alla stessa velocità dei cambiamenti climatici e, sul lungo periodo, non possono garantire la sopravvivenza delle specie prese in esame.

(Fonte: Leibniz Institute for Zoo and Wildlife Research)