fonte Pixabay

Crisi climatica: sciopero globale, centinaia i cortei in tutto il mondo

Tra gli scioperi più partecipati ci sono quelli australiani di Sidney e Camberra, in strada anche attivisti a Taiwan, Dacca e Giacarta. Greta Thumberg twitta: 1,4 milioni di persone in piazza in Germania

Una giornata di sciopero per il clima, per dire no alla crisi climatica e spingere i governi dei paesi di tutto il pianeta ad attuare politiche sostenibili. I cortei del “Climate strike” si sono svolti oggi in tutto il mondo. A quelli più partecipati di Sydney e Canberra, i manifestanti hanno insistito sull'urgenza di ridurre le emissioni inquinanti da parte dell'Australia, primo esportatore mondiale di gas naturale liquido e di carbone

Durante la giornata sui social l'hastag climate strike ha registrato 360 tweet al minuto. A Taiwan, studenti di ogni età si sono radunati a Taipei, lanciando una petizione denominata "Fridays for the future", per spingere i candidati alle prossime presidenziali a prendere provvedimenti concreti per contrastare i danni della crisi climatica, sostenendo che "le vecchie generazioni rovinino il futuro delle giovani". 

A Dacca, le strade della capitale del Bangladesh, sono state invase da orde di manifestanti, in uno dei paesi considerato dagli esperti tra i più vulnerabili al mondo per quanto riguarda le ripercussioni del riscaldamento globale. In India bambini e ragazzi hanno intonato canti in difesa dell'ambiente e per la lotta alla crisi climatica, radunati davanti al ministero degli Alloggi e degli Affari interni a Nuova Delhi.

Particolarmente sentite le proteste in Indonesia - a Giacarta e in una dozzina di città sulle isole dell'arcipelago, tra cui Java e Bali - alle prese con vasti incendi che in questi giorni stanno distruggendo le più importati foreste vergini al mondo a Sumatra e Kalimantan. Incendi forestali senza precedenti che hanno costretto le scuole alla chiusura per paura di malattie respiratorie, con ripercussioni anche nella vicina Malesia e a Singapore. In Indonesia i giovani attivisti per il clima hanno anche chiesto la fine dell'inquinamento degli oceani con la plastica, essendo il secondo paese maggiormente responsabile al mondo dietro la Cina. Cortei colorati a suon di musica indie hanno chiesto una "rivoluzione energetica" basata sull'uso di energia solare. 

In Europa intanto almeno 15mila persone - secondo la polizia - sono scese in piazza oggi per le strade di Bruxelles al corteo per il clima. La manifestazione, organizzata in vista del summit Onu sul clima che si terrà lunedì a New York, è partita nel primo pomeriggio e ha attraversato la zona intorno al centro, passando per il quartiere europeo, dove hanno sede la Commissione ed il Consiglio per arrivare al Parco del Cinquantenario. In piazza giovani e non solo, studenti, alcuni accompagnati dai loro genitori, oltre ad attivisti e militanti. tutti riuniti sotto lo slogan "la nostra casa brucia" a sostegno dello "sciopero globale" sul clima e del movimento "Fridays for future". "Dobbiamo continuare a parlare del clima e a mobilitarci se vogliamo mantenere questo tema al centro del dibattito", ha affermato la portavoce francofona del movimento Youth For Climate, Adéla'de Charlier. La sua collega olandese, Anuna De Wever ha parlato di una "seconda sessione di mobilitazione", annunciando una serie di nuove iniziative insieme ai "lavoratori, agricoltori e scienziati". Cortei per il clima si sono tenuti anche in Germania, qui stando al tweet dell'attivista Greta Thunberg sarebbero scesi in strada a protestare "1,4 milioni" di persone.

Red/cb
(Fonte:AGI e Ansa)