Crolli nelle scuole:
Cinzia Scafidi scrive
al sottosegretario Polillo

Crollano i soffitti delle scuole italiane e cadono sulla testa degli alunni. Due episodi in pochi giorni hanno visto bambini e insegnanti feriti. Una vergogna per un paese civile e una ferita sempre più dolorosa per la madre di Vito Scafidi, ucciso a 17 anni dall'incuria, mentre era a scuola a costruirsi un futuro

Due incidenti simili nel giro di una settimana: una bimba di 5 anni ha riportato lievi ferite a seguito della caduta di calcinacci che le sono piombati in testa dal soffitto di una scuola materna a Ciampino (RM), e sabato scorso due maestre e due bambini sono rimasti feriti in maniera non grave (giudicati guaribili in dieci giorni) nel crollo di intonaco dal soffitto di un'aula in una scuola elementare di Cardito (Napoli).
In entrambi i casi si può dire che sia "andata bene", tanto spavento, scuole evacuate, ipotesi sulle cause, controlli a posteriori, preoccupazione dei genitori, insomma "un film già visto tante volte", questa volta con un fine, se non lieto, almeno non drammatico.

Ma cosa ne pensa chi invece il dramma lo ha vissuto davvero? Come deve sentirsi il genitore a cui il lieto fine è stato negato, e mai e mai più ci sarà modo di porvi rimedio? Cosa pensa ad esempio la mamma di Vito Scafidi, 17 anni, ucciso da un tubo di ghisa abbandonato nella controsoffittatura dell'aula mentre faceva lezione, quando sente il tg raccontare che ancora una volta  le scuole crollano in testa agli alunni, nonostante i discorsi, nonostante le promesse, nonostante Vito?

Lo dice lei stessa, la Signora Cinzia Scafidi, in una lettera in cui scrive:
".... le scuole Italiane crollano come castelli di sabbia, io ho perso un figlio e con lui tutti i sogni. Non mi aspetto più nulla da questa vita. Ma Voi che potete, se volete, dare un cambiamento in quest'Italia, avete la possibilità di farlo".
Cinzia Scafidi si riferisce alla sua battaglia, intrapresa già da un paio d'anni, affinchè l'8 per mille del gettito Irpef destinato allo Stato, venga dedicato all'edilizia scolastica. Tale proposta è stata portata avanti in parlamento sia con un DdL presentato dalla Senatrice Mariangela Bastico, (che la senatrice, per velocizzare l'iter, ha riproposto con l'emendamento N. 2360 alla Legge di Stabilità) sia nella Risoluzione n. 7/01053 proposta in V Commissione della Camera dei Deputati il 5 dicembre u.s. dagli Onn. Simonetta Rubinati e Angelo Alessandri e da altri 14 deputati aderenti a tutte le forze politiche.
La lettera di cui sopra della Signora Scafidi è rivolta al Sottosegretario all’Economia e Finanze Gianfranco Polillo:  è notizia di pochi giorni fa, infatti, che l'emendamento Bastico è stato accantonato, visto proprio il parere contrario del Sottosegretario. 
Questo fatto ha sollevato ferme proteste su diversi fronti. Alla  lettera della mamma di Vito, anche l'Ing Alessandro Martelli, Presidente e membro  di diverse associazioni che si occupano  di sismica (Isso, ASSISi, Glis), ha fatto seguire una missiva indirizzata allo stesso Polillo, ai presidenti di Camera e Senato Fini e Schifani e al Ministro dell'Istruzione Profumo, in cui si dice "amareggiato e fortemente indignato" per l'accantonamento dell'emendamento e afferma che "è un assoluto dovere delle Istituzioni far prevalere, rispetto a qualsiasi altra esigenza, quella di garantire la sicurezza della popolazione e, soprattutto, la salvaguardia dei suoi ragazzi". "Nessun ragazzo deve più morire a scuola!", conclude Martelli.

Ma la cosa più toccante è un'altra "Lettera", quella che il giovane Vito Scafidi ha scritto per mano di chi lo ha amato e lo mantiene vivo nel proprio cuore, messaggio che la madre Cinzia ha inviato al Sottosegretario Polillo:
 

"........Ed è stata proprio la scuola a tradirmi, mentre cercavo di costruire al meglio il mio futuro. Io sono la vittima del vostro correre contro il tempo, del vostro non prestare attenzione alle cose che si fanno, vittima dell'incuria, dell'ingiustizia, della legge, vittima di un sistema sbagliato e spesso corrotto che combattiamo solo a parole. Sono vittima di una memoria che non c'è stata, vittima del dimenticare, del lasciarci alle spalle le cose soprattutto se non ci riguardano in prima persona, vittima di questo mondo sbagliato che mi ha portato via quando avevo ancora una vita davanti e molte cose da fare.
Sapete cosa mi manca di più?  Il futuro, tutte le cose che ancora non sapevo e che avrei voluto scoprire vivendo. Oggi come ieri muore un ragazzo, muoiono i 27 bambini di San Giuliano, muoiono i giovani della casa dello studente dell'Aquila, moriremo ogni giorno dimenticati da tutti....".
 
La "Lettera di Vito" si conclude infine con una precisa richiesta ed un pesante interrogativo:
"Vi chiedo di non continuare a seppellirmi ogni giorno, insieme a tutte le altre vittime dell'incuria che, come me, vorrebbero essere ancora li insieme a voi...io chiedo a chiunque sia nella posizione di poterlo fare, di impegnarsi per impedire che quello che e successo a noi, si ripeta ancora...perchè, se dovesse accadere di nuovo, avreste ancora il coraggio di perdonarvi?
"




Patrizia Calzolari