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Curcio (Casa Italia): "Prevenzione sisma sia interdisciplinare e partecipata"

Il numero uno del Dipartimento Casa Italia è intervenuto ad un evento organizzato dall'Autorità di bacino distrettuale dell'Appennino centrale parlando della sua visione di prevenzione e ricostruzione

Un'occasione per parlare dei terremoti che hanno colpito il Centro Italia tra il 2016 e il 2017, ripercorrendo e analizzando come il territorio si è rialzato dalla catastrofe e quali sono state le tappe, i problemi e le best practise incontrate lungo il percorso di ricostruzione in atto. Questi sono stati i temi al centro dell'incontro La sfida è Centrale. Terremoti 2016-17. Dalla catastrofe perfetta alla ricostruzione perfetta, evento organizzato dall'Autorità di bacino distrettuale dell'Appennino centrale nella Sala Monumentale di Palazzo Chigi e diffuso online.

La prevenzione
"Dal titolo di questa mattinata trovo tre elementi fondamentali. Il primo è che la sfida è centrale: abbiamo ormai la consapevolezza che buona parte delle politiche del territorio e del Paese passa attraverso un'analisi congiunta delle situazioni e delle misure che congiuntamente ogni amministrazione, ogni ente, ogni organizzazione fino ad arrivare al singolo cittadino deve mettere in atto per arrivare a una prevenzione a tutto tondo" ha dichiarato il Capo dipartimento di Casa Italia, Fabrizio Curcio . "Anche i temi più generali di ripresa del Paese, i fondi del Recovery fund, del Next generation Eu di cui tanto si discute - segnala Curcio - non a caso puntano su temi come sostenibilità, green, investimenti, sicurezza che incrociano a pieno il percorso di cui oggi stiamo parlando". Ciò detto, "finalmente stiamo ragionando per andare oltre, ricostruire, guardare avanti, ponendo al centro il tema delle prevenzione nelle sue forme e attività diverse, come la prevenzione strutturale e non strutturale. - Prosegue il Capo dipartimento di Casa Italia - Su questo tema, al di là del merito, e relativamente al metodo, la prevenzione è per sua natura interdisciplinare, integrata e partecipata. Sono gli elementi nuovi coi quali dobbiamo e possiamo approcciare un nuovo metodo di fare prevenzione, ovviamente condito da quella positività che oggi il nostro mondo ci mette a disposizione con la tecnologia".

Il progetto Restart
E "in queste premesse si legge il progetto Restart", il primo modello europeo di monitoraggio e gestione dei grandi rischi naturali in un'aerea vasta dei 138 comuni colpiti dai terremoti del 2016-2017, con utilizzo di tecnologie geospaziali, sensoristica, modellistica, banche dati e controlli sul campo, una sorta di supercomputer con cartografie digitali e data base finalizzati alla prevenzione e alla pianificazione territoriale più sostenibile, per una "ricostruzione dopo i terremoti che nasce a valle del terremoto 2016-2017, che si è posto da subito nella logica dell'analisi del multirischio", conclude Curcio, sottolineando "la necessità di fare sistema".


Red/cb
(Fonte: Dire)