Isolatore sismico

Da S.Giuliano a Marzabotto:
quando la scuola è antisismica

Il parere dell'ing. Alessandro Martelli, Direttore del Centro Ricerche di Bologna dell'Enea, sull'importante tema della sicurezza sismica negli edifici scolastici: "E' importante spendere qualcosa di più per i nostri figli"

Quello della sicurezza degli edifici scolastici è un tema di fondamentale importanza in Italia: tra le diverse tipologie di costruzioni infatti gli edifici scolastici dovrebbero essere tra quelli maggiormente protetti da eventi calamitosi, in particolare dai terremoti. Su questo tema ilgiornaledellaprotezionecivile.it ha intervistato l'ing. Alessandro Martelli, Direttore del Centro Ricerche di Bologna dell'Enea, che si è occupato in prima persona del collaudo in corso d'opera della prima scuola in Emilia Romagna realizzata con il sistema di isolamento sismico.


Come funziona questa tecnologia?
Vengono installati dei dispositivi sotto la struttura che filtrano l'energia sismica, facendola arrivare alla struttura con frequenze più basse. In questo modo la struttura si muove senza però risentire dell'energia sismica e senza deformarsi. Sia gli elementi strutturali che quelli non strutturali, come ad esempio oggetti e persone al suo interno, non risentono del terremoto. Inoltre il movimento è ampio e molto lento, quindi viene poco avvertito e il panico viene minimizzato. Il vantaggio è doppio: c'è totale assenza di danno, oltre che di fenomeni di panico.


Questa tecnologia può essere applicata solo a strutture ancora da costruire o anche ad edifici già esistenti?
Può essere utilizzata in entrambi i casi. Ovviamente per le strutture nuove è più semplice, ma può essere applicata anche a strutture esistenti: in questo caso si tratta di tagliare i pilastri portanti alla base, intervenendo quindi sulle fondazioni. Per gli edifici già esistenti ci sono costi aggiuntivi, e anche vincoli: una struttura con isolamento sismico si muove parecchio in orizzontale (dai 20 ai 40 cm in Italia; fino a un metro in Giappone) quindi è indispensabile che la struttura possa muoversi. Se non c'è spazio per questo movimento, allora ci sono altre tecniche che possono essere usate, come ad esempio la dissipazione dell'energia.


Come funziona la dissipazione dell'energia?
La dissipazione dell'energia consiste nell'inserire all'interno della struttura dei dispositivi in grado di attirare e concentrare l'energia immessa dal terremoto nell'edificio, salvando la struttura.

Queste tecnologie comportano dei costi aggiuntivi elevati?

Sono tutte tecnologie con costi accettabili e limitati. Basta pensare che per la scuola di Marzabotto il costo aggiuntivo è stato di soli 100 mila euro su un totale di 5 milioni e mezzo. Ma il problema è un altro: la scuola deve essere sicura! Se la scuola è situata in un edificio storico che non può essere toccato e adeguato, allora si deve creare una nuova struttura. Bisogna decidersi a spendere qualcosa: la sicurezza si paga. Pensiamo ai giapponesi: loro preferiscono spendere per evitare morti e danni. In Italia è diverso, i terremoti vengono dimenticati e non si investe sulla sicurezza. È un paradosso un po' cinico, ma si può dire che in Italia i terremoti violenti non sono abbastanza frequenti.. e vengono dimenticati facilmente. Ad esempio a San Giuliano di Puglia ci sono voluti i morti, tutti bambini di 6 anni, per risvegliare le coscienze. È importante spendere qualcosa in più per la sicurezza dei propri figli.


La scuola antisismica di Marzabotto è il primo caso in Emilia-Romagna. E nel resto d'Italia com'è la situazione?
In Italia sono una ventina le scuole realizzate con l'isolamento sismico: la prima in Italia è stata proprio quella a San Giuliano di Puglia, dove sono stato io ad insistere affinché venisse realizzata così. Quella di Marzabotto è la prima in Emilia-Romagna, ce n'è una in Sicilia e altre cinque in Toscana. Per quanto riguarda l'Emilia Romagna inoltre, prima ancora della scuola è stata realizzata con isolamento sismico anche la Sala Civica e Sede della Croce Rossa a Gaggio Montano (in provincia di Bologna, ndr), un edificio rilevante anche per la protezione civile. E in questo caso non ci sono stati costi aggiuntivi.


Ovviamente il tema della sismicità non riguarda solo le scuole, ma anche altre strutture.
Certamente, ci sono anche gli ospedali, le chiese..Io però premo sulle scuole perché come luogo pubblico, con tante persone al suo interno, è uno dei più importanti: contiene il futuro della comunità. Far leva sulle scuole può essere utile anche per sensibilizzare la gente, perché si va a toccare qualcosa di vicino, i propri figli.


Quelli di San Giuliano di Puglia e Marzabotto vanno presi come esempi da seguire.
La scuola antisismica di Marzabotto deve essere un esempio per quello che si può fare in Emilia Romagna. Intanto ho chiesto alla Regione di regalare alla scuola la strumentazione sismica, utile perché se arriva un terremoto permette di misurare l'efficacia del sistema di isolamento sismico. Il Comune di Marzabotto va comunque lodato per quello che ha fatto. Il Sindaco di allora, Edoardo Masetti, ha fatto una battaglia per far capire alla sua amministrazione, e a tutti, sia di destra che di sinistra, che la scuola andava fatta con i migliori criteri di sicurezza nonostante la zona sia a basso rischio sismico. La sicurezza non è né di destra né di sinistra.



Elisabetta Bosi