Da tutto il mondo una danza contro la violenza sulle donne

One Billion Rising: una manifestazione mondiale contro la violenza sulle donne. Una danza di libertà per dire basta ai maltrattamenti, agli omicidi, agli stupri, all'infibulazione, alle molestie che un uomo si permette di infliggere a una donna

"In Italia in media un uomo ogni due o tre giorni uccide una donna, una compagna, una figlia, un'amante, una sorella, una ex" ha sottolineato Luciana Littizzetto al Festival di Sanremo. "L'amore con la violenza e le botte non c'entra un tubo! L'amore con gli schiaffi e i pugni c'entra come la libertà con la prigione. Un uomo che ci mena, non ci ama. Mettiamocelo in testa. Vogliamo credere che ci ami? Bene, allora ci ama male. Non è questo l'amore! Un uomo che ci picchia è uno stronzo sempre! E dobbiamo capirlo subito al primo schiaffo, perché ne arriverà anche un secondo, un terzo e un quarto. L'amore rende felice, riempe il cuore, non rompe le costole e non lascia lividi sulla faccia".

In Italia, si apprende dalle statistiche del rapporto Eures-Ansa, i casi di femminicidio, tra il 2000 e il 2011, sono 2061, il 30,9% del totale degli omicidi. La concentrazione maggiore si ha al Nord dove si tocca una percentuale del 49,9%. Il 70,8% del totale avviene in ambiente familiare. Se guardiamo a livello globale invece un miliardo di donne, una su tre in tutto il mondo, è stata vittime di violenza almeno una volta nella vita, sottolinea con chiarezza Eve Ensler, autrice dell'opera teatrale "I monologhi della vagina".

Numeri che sono inaccettabili.

Ieri, San Valentino, giornata dell'amore, migliaia di donne in tutto il mondo hanno ballato e manifestato contro la violenza perpetrata dagli uomini nei loro confronti. L'iniziativa One Billion Rising (Un miliardo insorge), lanciata dalla Ensler attraverso l'organizzazione V-Day, ha raccolto l'adesione di 202 Paesi, oltre a 5.000 associazioni, innumerevoli Ong e istituzioni. Sintetizzata dallo slogan "Un miliardo di donne stuprate sono un'atrocità, un miliardo di donne che ballano sono una rivoluzione" è consistita in un flash mob mondiale: una danza contro stupri, violenza domestica, femminicidio, mutilazione genitale, schiavitù sessuale, cultura della prevaricazione maschile, stalking e violenza psicologica. Una danza per esprimere la libertà del proprio corpo e per ribellarsi al possesso e alla discriminazione.

Trasformare il dolore in forza, alzare la testa, dire basta, unirsi insieme in un messaggio corale per sottolineare al mondo quanto ogni donna sia padrona di sé stessa, questo il messaggio lanciato dalle strade e dalle piazze di Stati Uniti, Nuova Zelanda, Brasile, India, Africa, Indonesia, Taiwan, Filippine, Australia, Europa, Afghanistan e dalla città di Gerusalemme.

La violenza su una donna, una madre, arriva anche a chi vi assiste piccolo e impotente: il figlio. Save the Children stima che almeno 400.000 minori in Italia siano vittime della cosiddetta violenza assistita di genere, ossia maltrattamenti fisici, psicologici, economici sulla donna perpetrati il più delle volte dai mariti e dai partner. Questa violenza si consuma all'interno delle mura domestiche e i bambini ne diventano indifesi e vulnerabili spettatori. "La mobilitazione contro la violenza sulle donne può essere l'occasione per far luce anche sulle gravi conseguenze per le bambine e i bambini che assistono a una violenza su una persona per loro fondamentale come la madre" ha dichiarato Raffaela Milano di Save the Children.

Sì, l'amore non è possesso, non è gelosia, non è prevaricazione, non è superiorità. Nessuno può dirsi padrone di una donna, nessuno può comandarla o permettersi di mostrare i suoi muscoli con percosse, omicidi o violenza carnale.
L'amore è rispetto e libertà, senza catene.


Sarah Murru