Dellai: la famiglia è la palestra propedeutica del futuro volontario

Partirà giovedi 25 per concludersi sabato 27 ottobre il "Festival della famiglia". Per tre giorni Riva del Garda (TN) ospiterà dibatti e riflessioni attorno al ruolo della famiglia nella società di oggi, si cercherà di tracciare le linee di nuovi percorsi a sostegno dei nuclei familiari. A Lorenzo Dellai, Presidente della Provincia autonoma di Trento, abbiamo rivolto alcune domande sull'idea di famiglia e su come essa possa incidere sulla vocazione al volontariato

Mancano pochi giorni al via del 'Festival della famiglia', appuntamento che si terrà a Riva del Garda (TN) dal 25 al 27 ottobre 2012. La famiglia è la cellula primaria della nostra società, è il luogo dell'affetto e della trasmissione dei valori, ma se non sostenuta può essere anche il luogo della sofferenza e del disagio. Una cellula fondamentale che va compresa e aiutata. Abbiamo chiesto al Presidente della Provincia autonoma di Trento, Lorenzo Dellai, una riflessione intorno alla famiglia, al suo bisogno di tutela, di sostegno e al suo ruolo per una società solidale, che guarda al volontariato.

Presidente innanzitutto come è nata l'idea del festival della famiglia?
"Un Festival è proprio quel che ci vuole per approfondire i temi legati alla famiglia e anche per dare un senso compiuto e di prospettiva a tutte le attività, agli interventi, alle leggi che la Provincia autonoma di Trento ha messo e sta mettendo in campo sulla famiglia e per la famiglia.
Il Festival di Riva del Garda è quindi una tappa del percorso in divenire che ci invita a continui aggiornamenti ed adattamenti, a inventare soluzioni nuove e inedite per rispondere alle attese e ai diritti soprattutto delle famiglie che oggi sono in difficoltà".

Da quali motivazioni nasce la grande attenzione che la vostra provincia rivolge alla famiglia?
"È nella tradizione della storia del Trentino considerare la famiglia la "patria" di ogni persona, l'orizzonte nel quale i bambini crescono, gli adulti si valorizzano, gli anziani sono sostenuti. È in altre parole il paradigma di quello che noi consideriamo come comunità: l'orizzonte più ampio di un territorio peculiare, contraddistinto da valli e montagne, dove i collegamenti non sono sempre facili. Per questo un territorio più attento ai giovani, che cerca in tutti i modi di valorizzare i talenti e che non si dimentica di chi è più debole e quindi più bisognoso di aiuto".

Qual'è la definizione che lei, da Presidente della Provincia, dà della famiglia?
"Come ho detto prima, la famiglia è la cellula vitale dell'intera comunità, ma è anche un organismo che deve aprirsi, che deve essere inclusivo, che deve favorire l'accoglienza. Non soggetti chiusi in quell'egoismo che spesso noi vediamo nella società d'oggi, bensì cellule vitali, coraggiose, che sanno magari da sole trovare la forza e gli strumenti per far fronte alle crisi".

Il festival ha anche lo scopo di dare rilievo alle vostre politiche di sostegno alla famiglia. Ci spiega come si esplica questo sostegno ?
"Innanzi tutto va detto che in provincia di Trento è stata istituita un'apposita Agenzia per la Famiglia, la natalità e le politiche giovanili, uno strumento che abbiamo voluto proprio così, affinché fosse agile e diversificato per dare un senso compiuto ai mille rivoli degli interventi di settore che si rivolgono alle famiglie del Trentino. Vi è poi una legge provinciale - la n. 1 del 2011 - che raccoglie e riordina tutti gli interventi pubblici decisi a favore delle famiglie, in special modo per le famiglie che si trovano a dover affrontare problemi a volte difficili e drammatici, ma anche per le famiglie che nella quotidianità dell'esistenza normale ricoprono via via ruoli delicati e significativi: penso all'educazione dei figli, alla cura degli anziani, allo svago come occasione di ricreazione e di crescita. Penso alle famiglie numerose, con il fardello di problemi decuplicati, che trovano in Trentino sostegni significativi e occasioni per alleggerire il carico delle responsabilità. Non vanno infine dimenticati, soprattutto in questi ultimi anni, i numerosi provvedimenti anticrisi che hanno sempre avuto un'attenzione di riguardo proprio per le famiglie e per i problemi non solo economici resi ancor più acuti e pesanti dalle dinamiche congiunturali negative".

Il festival si propone di trovare percorsi innovativi a sostegno della famiglia. Può darci un'anticipazione su cosa focalizzerete l'attenzione?
"Saranno molti i temi caldi in questi tre giorni, soprattutto vorrei porre l'accento sui Distretti famiglia, forme di organizzazione economica e culturale a base locale dove diversi soggetti interagiscono per sostenere e valorizzare il benessere delle famiglie. E in questo senso basti pensare che giovedì mattina, prima di aprire i lavori del Festival, 103 soggetti diversi sottoscriveranno l'impegno per diventare "amici della famiglia". Ma anche il Family audit, uno standart messo in campo dalla Provincia autonoma di Trento, attraverso l'Agenzia per la Famiglia, che grazie a un Protocollo di intesa con la Presidenza del Consiglio dei Ministri si sta estendendo a livello nazionale".

Nella giornata d'apertura tra i relatori ci sarà anche il Ministro per la famiglia Andrea Riccardi. Il ministro ha dichiarato che all'interno della crisi economica c'è anche una crisi antropologica e sociologica, e che il tessuto sociale del paese è in crisi: qual'è il suo parere a riguardo?
"È sotto gli occhi di tutti che esiste una crisi di valori che coinvolge gli aspetti sociali, economici, formativi. Non dico nulla di nuovo quando sottolineo che la superficialità di certi atteggiamenti, di un certo modo di fare informazione, di un certo modo di gestire la cosa pubblica sono le spie di un malessere che affonda le radici anche in una crisi dell'istituto familiare. Non voglio qui gravare la famiglia di responsabilità che non sono sue, ma è evidente che oggi alla famiglia si chiede un maggiore impegno nel trasmettere valori positivi, nell'interpretare stili e modelli di vita che siano sostenibili ed etici. Se tutto ciò non avviene in famiglia non possiamo pretenderlo né dalla scuola né dalla società più in generale; ecco quindi il senso del richiamo del ministro Riccardi a una famiglia che sappia trovare la forza per superare questa crisi e per imporsi come buona pratica nei confronti del travaglio generazionale".

Secondo lei la crisi economica può trasformarsi in crisi della famiglia? Nel festival si parlerà ampiamente di crisi economica...
"La crisi economica evidentemente pesa sulle spalle delle famiglie e la nostra responsabilità di amministratore sta proprio nel cercare di alleviare il più possibile questo peso. È anche vero però che la crisi economica - e questa è una riflessione che non riguarda solo la famiglia - può essere l'occasione per rivedere certi comportamenti, per ritarare certi modi e stili di vita, per recuperare quegli ideali di cui si parlava sopra e avviarsi quindi a ricostruire un nuovo tipo di società, basato su valori nuovi, condivisi e profondi".

Cosa chiederete al ministro in tema di politiche per la famiglia, cosa vi aspettate?
"Noi dal ministro Riccardi ci aspettiamo un conforto sulle scelte che la Provincia autonoma di Trento ha fatto in tema di welfare e di sostegno alle politiche familiari. Già in molte occasioni il ministro Riccardi ha avuto modo di indicare nel Trentino una realtà amministrativa attenta e sensibile ai problemi legati alla famiglia: ci aspettiamo una riconferma di tale attenzione e un contributo di riflessioni e di idee per proseguire ulteriormente in questo cammino, che vede la famiglia sempre più protagonista della nostra realtà territoralie e sempre più al centro dell'attenzione di tutti quanti, in Trentino, gestiscono a tutti i livelli la cosa pubblica".

La provincia di Trento vanta una lunga e forte tradizione nel settore del volontariato: in che modo nel vostro programma di sostegno alla famiglia si da spazio e si favorisce la continuazione di questa tradizione e in particolare del volontariato di protezione civile?
"La famiglia è il bene più prezioso di una società umana proprio perché in essa vi è quella palestra propedeutica che aiuta il bambino a diventare adulto e, poi, cittadino attivo, sensibile all'inclusione e all'accoglienza e, appunto, impegnato nel volontariato, realtà in Trentino profondamente radicata nel modo stesso di essere della nostra comunità".


Luca Calzolari