Dibattito stato d'emergenza
nel Pollino: risposta del DPC

Circa il dibattito nato sulla dichiarazione dello stato d'emergenza nel Pollino il Dipartimento risponde che "al momento, le amministrazioni ordinariamente competenti stanno provvedendo a svolgere tutte queste attività, con mezzi e strumenti ordinari. Ciò non significa che la ricognizione delle esigenze che le Regioni stanno compiendo sul territorio non possa fare modificare la situazione esistente"

Il Dipartimento della Protezione Civile, con un comunicato stampa che riportiamo integralmente, ha voluto dare chiarimenti in merito al dibattito nato in questi giorni circa la dichiarazione dello stato di emergenza nel Pollino:

"In riferimento al dibattito riguardante l'esistenza dei presupposti per la dichiarazione dello stato d'emergenza nei territori del Pollino a seguito della scossa di magnitudo 5 del 26 ottobre scorso, è opportuno precisare alcuni aspetti.

Le dichiarazioni rilasciate dal Capo Dipartimento della Protezione Civile, Franco Gabrielli, nel corso del sopralluogo nei comuni colpiti a poche ore di distanza dal terremoto, si basavano sugli elementi e sulle informazioni disponibili in quel momento, e non potevano prescindere dai paletti che la legge n. 100 del 2012 ha indicato per la dichiarazione dello stato di emergenza.

La legge 100, infatti, prevede la possibilità di dichiarare lo stato di emergenza a livello nazionale in caso di eventi che "in ragione della loro intensità ed estensione debbono, con immediatezza d'intervento, essere fronteggiati con mezzi e poteri straordinari da impiegare durante limitati e predefiniti periodi di tempo" per il soccorso e l'assistenza alle popolazioni colpite, per la messa in sicurezza degli edifici, per il ripristino dei servizi essenziali.
Al momento, le amministrazioni ordinariamente competenti stanno provvedendo a svolgere tutte queste attività, con mezzi e strumenti ordinari. Ciò non significa che la ricognizione delle esigenze che le Regioni stanno compiendo sul territorio non possa fare modificare la situazione esistente.

Inoltre, è bene ricordare che, in base alla legge n. 100, gli interventi di messa in sicurezza strutturale - azione che, al momento, appare la più urgente - non ricadono nelle competenze della protezione civile, così come il ristoro dei danni; le risorse per questo tipo di attività andrebbero in ogni caso reperite attraverso una normativa primaria, come peraltro avvenuto anche nel recente terremoto in Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto.

A riguardo, la circostanza che la Regione Basilicata e la Regione Calabria non abbiano, al momento, fatto la richiesta della dichiarazione di stato d'emergenza nazionale, è la dimostrazione che si stanno acquisendo tutti gli elementi necessari o per avanzare tale richiesta o per auspicare un intervento normativo al fine di reperire le risorse necessarie per coprire i danni subiti e gli interventi strutturali necessari".


Redazione/sm
Fonte: DPC