Diga di Maccheronis - foto di: Gianni Careddu - Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=51799418

Diga di Maccheronis (NU): contro la siccità, disposto l'aumento del livello delle acque

Per evitare spreco d'acqua in un territorio spesso colpito da siccità, la soglia di riempimento della diga di Maccheronis (NU) sarà portata da 38 metri a 42, consentendo di accumulare 22,1 mln di metri cubi d'acqua rispetto agli attuali 12,2. Contestualmente saranno incrementate le misure di Protezione Civile

Approvata ieri dalla Giunta regionale della Sardegna la proposta di modifica temporanea e sperimentale del piano di laminazione statica attualmente applicato per la diga di Maccheronis sul rio Posada, nel Comune di Torpè (NU). La modifica permetterà il superamento delle soglie di riempimento prefissate, consentendo in tal modo un maggior riempimento dell'invaso, per un periodo limitato, con un contestuale incremento delle misure di Protezione Civile in capo ai sindaci e alla Regione.
La diga di Maccheronis è uno sbarramento artificiale situato ai piedi dell'omonima montagna, in territorio di Torpè, provincia di Nuoro. Realizzata per scopi agricoli e idropotabili, genera il lago di Posada. Edificata tra il 1956 e il 1960, è una diga a gravità ordinaria in calcestruzzo. Ha un'altezza di 31 metri e un volume totale calcolato in 25 milioni di m³.
La soluzione approvata ieri è stata individuata per 
evitare che  milioni di metri cubi di acqua accumulati nella diga di Maccheronis vengano riversati in mare e quindi sprecati.
Il blocco dello scarico a mare consentirebbe, nel caso continuasse a piovere, di avere cinque milioni di metri cubi in più di acqua in diga. Nell’ultima settimana, infatti, grazie alle piogge, il livello dell’acqua è cresciuto da 9 milioni di metri cubi di fine gennaio a 15, ma quelli eccedenti sono stati scaricati in mare: in tutto più o meno quattro milioni e mezzo di una risorsa tanto preziosa per la regione, sulle cui attività produttive gravano ricorrenti problemi di siccità.
Ora, sulla base della nuova delibera, nei prossimi giorni il livello dell'acqua dell'invaso potrà essere portato da 38 metri sul livello del mare
(così come previsto per il mese di febbraio dall'attuale piano di laminazione) a 42 metri. Tale quota potrà essere mantenuta fino al mese di settembre consentendo di modificare il volume utile di regolazione dagli attuali 12,2 milioni di metri cubi a 22,1 milioni di metri cubi.
Sulla base delle attuali previsioni meteorologiche si ipotizza di incamerare nell'immediato 5 milioni di metri cubi d'acqua e, successivamente, altri 5 milioni.

"L'obiettivo primario, in questa fase - ha spiegato l'assessore ai Lavori Pubblici Edoardo Balzarini - è quello di garantire l'esigenza della tutela della sicurezza delle popolazioni residenti a valle dell'invaso e, nel contempo, di salvaguardare la disponibilità della risorsa idrica in un momento particolarmente critico per il sistema produttivo di quei territori seriamente condizionato da ricorrenti fenomeni di siccità".
Punto cruciale, infatti, è anche quello di proteggere le popolazioni a valle dell'invaso:  a tal fine i sindaci dei Comuni di Posada e di Torpè  hanno  sottoscritto uno specifico impegno che prevede l'aggiornamento immediato del Piano comunale di protezione civile,
con Deliberazione del Consiglio Comunale, e la pronta attuazione delle  relative misure"
"Tutto questo - ha aggiunto Balzarini - in attesa della piena operatività della strumentazione idropluviometrica, in carico ad Arpas, sul Rio Posada che consentirà di ottenere un sistema informativo più preciso sulla diga e un migliore controllo delle situazioni di piena. E' necessario che Arpas porti rapidamente a termine questo progetto che deve essere operativo entro la fine dell'estate per essere fruibile - ha concluso Balzarini - all'inizio della prossima stagione autunnale".

L'approvazione della delibera, proposta del Presidente della Giunta regionale Francesco Pigliaru, d'intesa con gli assessori Balzarini e  Donatella Spano (
Ambiente e protyezione civile), segue l'incontro convocato lunedì 19 febbraio a Cagliari al quale hanno preso parte rappresentanti di ARPAS, Direzione Generale della Protezione Civile, Consorzio di Bonifica della Sardegna Centrale, ENAS, Direzione Generale del Distretto Idrografico della Sardegna, del Dipartimento di ingegneria civile, ambientale e architettura dell'Università di Cagliari Direzione Generale dei Lavori Pubblici e i Sindaci dei Comuni di Posada e Torpè.

red/pc
(fonte: Regione Sardegna)