Soccorritori al lavoro (foto: Vigili del fuoco)

Disastro ferroviario in Puglia: 20 morti. Sopravvissuti sotto choc, appello alla donazione di sangue

Ci sono ancora persone incastrate tra le lamiere, ma da loro non arrivano lamenti. Le speranze di estrarre corpi ancora in vita, quindi, si affievoliscono. Il bilancio del disastro ferroviario sulla linea tra Corato e Andria è drammatico: 20 morti e 40 feriti. Per loro c’è bisogno di sangue, scatta l’appello alla donazione

Studenti, pendolari, viaggiatori. Quei convogli erano pieni di gente. Chi è riuscito a sopravvivere si è allontanato dai binari sotto choc, barcollando. E alla fine le grida straziate hanno lasciato spazio al silenzio e alle lacrime. Loro, i sopravvissuti al disastro, hanno vagato come fantasmi in mezzo alla campagna assolata. “C’è sangue ovunque” raccontano con la voce tremante, divisi tra disperazione e paura.
“Sono immagini strazianti” dice Vincenzo Garofalo, vicepresidente della commissione trasporti della Camera dei deputati. "Questo è il momento dello sgomento e del cordoglio, ma non si può morire così. Faremo quanto necessario per accertare le responsabilità”.
Già, non si può morire così. Eppure è accaduto. Sì, perché attorno alle 11.30 di stamani due treni delle ferrovie del nord barese si sono scontrati tra Corato e Andria. Erano su un binario unico.



L’impatto è stato fragoroso e mortale. I convogli entrati in collissione si sono reciprocamente frantumati. Il risultato dell’incidente racconta di numeri impressionanti che di ora in ora tendono purtroppo ad aumentare: 20 morti accertati e 35 feriti; 18 sono in gravi condizioni.
Ma c’è qualcosa in più: tra quelle lamiere, a distanza di ore, ci sono ancora corpi incastrati. E così si continua a lavorare tra le carcasse del treno per verificare se vi siano altre vittime. Per facilitare le operazioni è intervenuta anche una gru grazie alla quale si è riusciti ad agganciare uno dei vagoni aprendo così un varco in mezzo al ferro.
“Ci sono ancora persone incastrate. Abbiamo fatto la prova del silenzio, ma purtroppo non abbiamo sentito alcun lamento” racconta Cosimo Cannito, direttore del pronto soccorso di Barletta. Insomma, tra le lamiere non risponde più nessuno. Le possibilità di estrarre qualcuno ancora in vita sono quasi nulle.
Si sono mobilitati tutti.
A partire dai sindaci delle città coinvolte, Massimo Mazzilli (Corato) e Nicola Giorgino (Andria). Sul posto protezione civile, vigili del fuoco, forze dell’ordine, personale sanitario. E il cordoglio è unanime. A cominciare dai politici. Ministri, sottosegretari, deputati, consiglieri regionali. Il Senato si è fermato per un minuto di commemorazione. Tutti esprimono vicinanza alle famiglie e annunciano di voler dare risposte. In attesa dell’arrivo del premieri Matteo Renzi, previsto in serata, sulla tragedia si è espressa così anche il ministro Maria Elena Boschi: “Sicuramente il governo non farà sconti a nessuno nell'accertare le responsabilità e capire chi ha sbagliato”.



Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti Graziano Delrio - atteso in Puglia insieme al capo del dipartimento della Protezione civile nazionale, Fabrizio Curcio - ha preso contatti con Ferrovie dello Stato Italiane Spa per garantire il supporto dei tecnici di Rfi alle indagini e alla società Ferrotramviaria Spa, che gestisce la linea. Lo stesso Delrio che proprio ieri, parlando delle Ferrovie del Sud Est, ha chiesto scusa “ai cittadini pugliesi per vent’anni di malagestione dell'azienda. Ora è il momento di far venire fuori tutto, con trasparenza. Tempo altri tre o quattro mesi e per le Sud-Est si scriverà una pagina nuova”. E’ quanto si legge sulle pagine del Sole 24 Ore il giorno prima della tragedia ferroviaria che - per tutt’altre ragioni - ricorda quella di Viareggio. Una strage che dopo 31 morti e sette anni non ha ancora un colpevole. E il processo rischia di cadere in prescrizione. Così vanno le cose.
Intanto in Puglia i soccorritori continuano a lavorare, cercando di farsi largo tra le lamiere. La Prefettura di Bari ha attivato il numero verde 331 1713103 attraverso cui potranno essere richieste informazioni sulle persone ricoverate presso le strutture ospedaliere del territorio. Ed è sempre per loro che la Regione ha diffuso un appello invitando tutti i cittadini a donare il sangue. Perché dopo il disastro ferroviario c’è emergenza sanitaria. Tutti i servizi trasfusionali della Regione rimarranno aperti oggi e domani, 12 e 13 luglio, dalle ore 8 alle 19.

gianluca testa