Discarica a Cava Vitiello
Il ping pong dei politici

Continuano le proteste a Terzigno per la realizzazione della seconda discarica nel Parco Nazionale del Vesuvio. Borrelli (Verdi): "Falda acquifera inquinata". Caldoro (presidente Regione Campania): "L'impianto sarà totalmente sicuro". Il vertice di Palazzo Chigi

Ancora una notte di scontri a Terzigno, dove da settimane si protesta contro la possibilità che venga realizzata una seconda discarica a Cava Vitiello, nel Parco Nazionale del Vesuvio, accanto alla discarica Sari. Dopo la dichiarazione di fine settembre di Silvio Berlusconi, che aveva assicurato che la seconda discarica non sarebbe stata aperta, la protesta si era relativamente calmata, salvo poi riaccendersi dopo la decisione di aprirla, giunta mercoledì 20 dopo un vertice a Palazzo Chigi tra Berlusconi, il presidente della Provincia di Napoli Luigi Cesaro e il governatore della Campagnia Stefano Caldoro. Si manifesta impedendo il passaggio dei camion dei rifiuti, assalendo e incendiando i compattarori, ostruendo le strade di accesso alla discarica di Terzigno con blocchi di cemento e alberi tagliati. Una situazione che potrebbe essere affrontata con "l'uso della forza" - ha spiegato il capo della Polizia Antonio Manganelli - "Siccome si deve sversare, faremo in modo che questo sia possibile" anche se "accolgo il rammarico dei miei uomini che tutte le sere fanno battaglia e non sono nemici di chi manifesta".

Alcuni giorni fa, il commissario regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli aveva denunciato il livello di inquinamento della falda acquifera sottostante la Cava Vitiello. Analisi, effettuate dall'Asia (l'azienda che si occupa dei rifiuti per il Comune di Napoli) e dalla sezione Ambiente della Provincia di Napoli, già inviate alla Procura della Repubblica, al Ministero dell'Ambiente e al Comune di Terzigno "per sollecitare interventi di bonifica urgenti" - ha spiegato Borrelli. "Già l'apertura della discarica Sari era chiaramente un errore" - si legge in una nota di Michele Buonomo, presidente di Legambiente Campania, che in seguito alla notizia dell'inquinamento delle falde acquifere si è opposto ancora più duramente all'apertura della seconda discarica - "Cosa dobbiamo aspettare affinché si abbandoni l'idea di aprire la Cava Vitiello nel pieno del Parco Nazionale del Vesuvio?".

A chi parla dei rischi per la salute dei cittadini, Stefano Caldoro risponde che la discarica sarà un impianto "totalmente sicuro", dove i rifiuti saranno controllati e trattati. "Le paure sono frutto di un passato di totale abusivismo" - ha spiegato - "Ora parliamo di discariche controllate in maniera minuziosa, come quelle che già esistono in tutta Italia e in Europa". Anche Ferruccio Fazio, ministro della Salute, ha assicurato che non ci sono "rischi per la salute a Terzigno", e che i cattivi odori "possono ridurre la qualità della vita dei cittadini, ma non arrecano danni alla salute, come ha dimostrato uno studio del ministero svolto durante la precedente emergenza rifiuti in Campania del 2008-2009". Fazio ha inoltre dichiarato che "la Regione sta monitorando i livelli di sostanze tossiche, come la diossina, nel latte e negli alimenti" e che l'esito dei controlli è "negativo".

"Gli abitanti di quel territorio hanno diritto a delle spiegazioni e alla chiarezza" - hanno dichiarato in una nota Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente, e Michele Buonomo - "quindi l'apertura di un dialogo è d'obbligo". "Senza interventi strutturali, quella attuale rischia di essere - nuovamente - la penultima emergenza rifiuti in Campania. È necessario che si completi il sistema impiantistico, dando priorità assoluta al trattamento organico dei rifiuti, estendendo a tutta la Campania la raccolta differenziata domiciliare e applicando politiche serie di riduzione dei rifiuti".

"L'emergenza rifiuti risolta era quella visibile e che faceva notizia" - ha dichiarato Buonomo - "ma quella strutturale era stata solo sommersa. È lungo l'elenco di inefficienze e ritardi. Nonostante l'aumento dei comuni virtuosi, la raccolta differenziata ancora stenta a decollare nella metropoli e nelle città della provincia di Napoli, le discariche fanno ancora la parte del leone, a discapito dei territori, molto spesso di eccellenza, e di comunità sofferenti, mentre prosegue la telenovela infinita, frutto di indecisione, incapacità e malapolitica, degli impianti di compostaggio, necessari, anzi imprescindibili, ma ancora lontani dall'essere costruiti".

L'emergenza è al centro di una riunione d'urgenza, voluta dal Presidente del Consiglio Sivlio Berlusconi
, che si è svolta oggi a Palazzo Chigi. Vi hanno preso parte il sottosegretario alla Presidenza Gianni Letta, il sottosegretario alla Protezione civile Guido Bertolaso, il presidente della Regione Campania Stefano Caldoro e i Ministri dell'Economia, dell'Interno e dell'Ambiente.



Elisabetta Bosi