Dissesto idrogeologico: 4 mln di ettari a rischio. Emanate le linee guida ministeriali

Presentate a Roma le "Linee guida per la valutazione del dissesto idrogeologico e la sua mitigazione attraverso misure e interventi in campo agricolo e forestale": indirizzi e metodi per l'individuazione delle aree prioritarie di intervento e delle misure di mitigazione più idonee

Come sta il nostro territorio? Non bene, lo sappiamo. Anzi è molto malato. Il nostro territorio soffre terribilmente di dissesto cronico, erosione, consumo del suolo, cementificazione abnorme, abusivismo edilizio, inquinamento, gravi ustioni da incedio boschivo, sfruttamento scellerato, incuria e abbandono.
Le cure? Scarse, inadeguate, quando non totalmente assenti. Le conseguenze? Frane, alluvioni, esondazioni, dissesti, catastrofi naturali e non, abbandono delle montagne e dell'agricoltura, ritiro delle spiagge, siccità, in un circolo vizioso, e a volte indistinguibile, tra cause e conseguenze.

Qualche dato:

4 milioni di ettari di terreno agricolo e forestale in forte erosione e a rischio frane (13% del territorio nazionale) per una spesa ipotizzata di circa 7 miliardi di euro per i prossimi 10 anni per le areee  a maggiore criticità,

7 miliardi di euro per i prossimi 10 anni la spesa ipotizzata per le aree agro-forestali a maggior criticità,

40 miliardi di euro la spesa per la messa in sicurezza del territorio stimata dal Ministero dell'Ambiente,
2 miliardi di euro  per danni causati da eventi alluvionali a colture e aziende agricole erogati negli ultimi 10 anni  dal  Ministero delle politiche agricole e forestali alle Regioni,

2,5 miliardi di euro in 10 anni il danno stimato per la costante perdita di suolo agricolo e produttività delle superfici forestali (a cui vannno aggiunte le spese periodiche di ripristino e manutenzione gestite direttamente dai comuni),

3,5 miliardi di euro (arrotondamento per difetto) per calamità idrogeologiche stanziati con Ordinanze di protezione Civile.

Questi sono alcuni dei dati emersi durante il convegno svoltosi ieri mercoledì 6 marzo a Roma per la presentazione delle "Linee guida per la valutazione del dissesto idrogeologico e la sua mitigazione attraverso misure e interventi in campo agricolo e forestale", presentate dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e predisposte, ciascuno con le proprie competenze,  da AGEA, ISPRA e Rete Rurale Nazionale insieme.

La situazione quindi è pesante e va posto immediato rimedio con una precisa individuazione delle aree prioritarie di intervento a livello nazionale ed un'attenta pianificazione degli interventi. A tal fine sono state predisposte le linee guida ministeriali, che indicano le opere da mettere in atto per la mitigazione del dissesto. Si va dalla manutenzione e ripristino della rete di drenaggio superficiale in aree agricole, alla stabilizzazione superficiale e protezione dei terrazzamenti in erosione, alla riforestazione, gestione e mantenimento in buono stato di efficienza ecologica del bosco e del reticolo idrografico minore. Ciò consentirà di ridurre i colmi di piena e quindi gli eventi alluvionali, la quantità minor di sedimento immessa nella rete fluviale migliorerà il funzionamento degli invasi artificiali idroelettrici. Si faciliteranno la conservazione della biodiversità del territorio, l'incremento dell'assorbimento di CO2 per la mitigazione dei cambiamenti climatici, lo sviluppo socio-economico e turistico legato anche alle produzioni di qualità e alla tutela dei paesaggi agricoli tradizionali. Per l'esecuzione di tutte queste opere si ipotizza una spesa complessiva di 7 miliardi di euro in 10 anni (vedi ripartizione indicata in calce).

Ultima, ma non meno importante, la considerazione sul fatto che il finanziamento di tali interventi avrebbe come ulteriore positiva conseguenza un consistente aumento dell'occupazione in zone cosiddette "marginali". Sono state infatti stimate in circa 410 milioni le ore di lavoro incrementali in 10 anni, pari a circa 19.000 posti di lavoro equivalenti per anno.

Questa dunque la cura proposta per il "nostro malato", con la speranza che gli venga prescritta e somministrata nei tempi necessari. Il malato è grave ma non incurabile, anzi: il nostro territorio, che per il  73,3% ha vocazione agricola e forestale, si può (si deve) salvaguardare e proteggere partendo dall'attenzione di tutti i giorni, con azioni di protezione e gestione sostenibile, ordinarie e straordinarie, da parte di istituzioni e cittadini, tecnici e volontari e con soluzioni e tecnologie innovative ed eco-compatibili. E con tanti auguri di pronta guarigione.


Patrizia Calzolari


Le linee guida ministeriali contengono una valutazione delle criticità dei vari ambiti presi in esame, le proposte circa gli interventi di risistemazione e prevenzione necessari e l'indicazione dei relativi costi stimati, per un totale che si aggira sui 7 miliardi di euro così ripartiti:

- zone a seminativo
criticità elevata o molto elevata per erosione e franosità: il 23% circa della superficie totale nazionale per questa classe di uso del suolo (corrispondente a  oltre 1,9 milioni di ettari ): in 10 anni sono previste attività per più di 3,2 miliardi di euro per la protezione delle superfici a seminativo;

- boschi
ad alta criticità per frane e dissesti il 9% della superficie boschiva nazionale pari a circa 700.000 ettari,
a media criticità per frane e dissesti il 24% della superficie boschiva nazionale pari 1,9 milioni di ettari:  previste attività per 1,4 miliardi per la ricostruzione del potenziale ecologico, protettivo e produttivo dei boschi italiani;

-reticolo idrografico minore
circa 40.000 km da proteggere e stabilizzare in aree boschive ad elevata propensione all'erosione: previste attività per 1,6 miliardi di euro per la manutenzione e la stabilizzazione;

-aree terrazzate con colture permanenti (vigneti, oliveti, frutteti)
ad alta e media criticità per frana e perdita di suolo utile: 40% del totale delle superfici stimate a questa destinazione (pari a circa 33.000 ettari): previste attività per  700 milioni di euro per interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, ripristino e ricostruzione.



(fonte: ISPRA)