Dissesto idrogeologico: Puglia regione virtuosa, D'Angelis: "Cancellati decenni di deregulation"

178,17 milioni di euro investiti in 79 cantieri da agosto 2014 ad oggi, la migliore performance nell'ambito dello sviluppo delle infrastrutture idriche, piano paesaggistico approvato che cancella decenni di deregulation urbanistica: la Regione Puglia è nel gruppo di testa delle Regioni italiane che si stanno impegnando nella lotta al dissesto idrogeologico

"In una Italia resa fragile, negli ultimi cinquant'anni di cementificazioni con tre condoni edilizi, da troppi abusi e illegalità urbanistiche, dove si è costruito abusivamente o legalmente (non fa differenza ai fini del rischio) là dove non si poteva, creando rischi dove prima non c'erano, è iniziata finalmente l'opera di prevenzione. E la Puglia è nel gruppo di testa delle Regioni italiane, un modello di pianificazione urbanistica, con il primo piano paesaggistico approvato che cancella decenni di deregulation urbanistica e per la quantità di lavori in corso per ridurre gli effetti devastanti delle piogge a carattere 'esplosivo'. E' la Regione che ha saputo voltare pagina nel contrasto al dissesto idrogeologico, facendo subito squadra con la nostra Struttura di missione a Palazzo Chigi. Di questo ringrazio il Presidente Vendola e il suo staff tecnico con alte professionalità perché grazie a loro riusciremo insieme a investire cifre importanti dando maggiore sicurezza ai pugliesi".

E' quanto ha dichiarato Erasmo D'Angelis, coordinatore della Struttura di missione #italiasicura contro il dissesto idrogeologico nel corso dell’incontro di martedì scorso con il Presidente della regione Puglia, Nichi Vendola, sullo stato di avanzamento delle opere contro frane e alluvioni.

"Abbiamo fatto un poderoso lavoro di cura del territorio con un investimento negli ultimi dieci anni di oltre un miliardo di euro sul dissesto idrogeologico contemporaneamente abbiamo svolto un'attività altrettanto poderosa di prevenzione alla quale ha lavorato tutto il governo regionale, sin dal suo insediamento”. ha replicato Vendola - Prevenzione ha significato per noi partire dalla conoscenza del territorio, mettendo in campo sia numerosi interventi di potenziamento ad esempio dell'Autorità di bacino, sia diversi strumenti di investigazione del territorio che hanno portato negli ultimi anni, anche alle volte con conflitti  con le amministrazioni comunali, all'introduzione di strumenti di vincolo del territorio regionale. Sino a giungere all'approvazione del Piano paesaggistico territoriale regionale che restituisce strumenti di tutela delle fragilità del territorio e di certezza degli investimenti che, d'ora in poi, dovranno tener conto delle migliori localizzazioni possibili in grado non solo di preservare e valorizzare il territorio, ma soprattutto – ha concluso Vendola - di salvaguardare il bene più prezioso, le vite umane".

Negli ultimi 10 anni (2004-2014) le vittime del dissesto idrogeologico in Puglia sono state 17 (16 per inondazione e 1 per frana) e 25 i feriti (24 per inondazione e 1 per frana). Pesantissimo il conto economico, solo negli ultimi due anni (marzo 2013 – marzo 2015), sono stati calcolati danni per frane e alluvioni superiori a 437 milioni di euro. L’ultima grave calamità idrogeologica è stata l'alluvione del settembre 2014 nell’area del Gargano, con due vittime e una lunga scia di ingenti danni. E la Puglia sta reagendo lavorando per la difesa dai grandi rischi e  realizzando opere di prevenzione, oltre ad aver approvato il primo Piano Paesaggistico italiano sulla base del Codice dei beni culturali, che impedisce che nelle aree esposte al rischio di frana o allagamento si possa ancora costruire.  L’approvazione del Piano ha consentito l’individuazione di una serie di vincoli di tutela che si sono aggiunti, rafforzandoli, a quelli già vigenti, previsti dalla normativa ambientale nazionale e regionale.
Per il periodo 2000-2014  la Puglia ha programmato la realizzazione di 624 opere  per il contrasto al dissesto idrogeologico per un valore  di 1048.5 milioni di euro. La Puglia è la terza Regione d'Italia per opere avviate, dopo Lombardia e Toscana, con 148 euro per abitante rispetto ad una media nazionale di 109 euro investiti in sicurezza del territorio e dei cittadini.

Nella nuova programmazione in corso per il Piano Nazionale 2015-2020, le richieste della Regione Puglia ammontano complessivamente a 1633.8 milioni per 438 opere pari al 7.5% dell’intera pianificazione nazionale contro frane e alluvioni. Da agosto 2014 ad oggi, sono stati aperti 58 nuovi cantieri che si sono aggiunti ai 21 già avviati, per un valore complessivo di 178,17 milioni di euro, con una ricaduta importantissima anche in termini di occupazione. Inoltre, per la gestione delle gare d’appalto per le opere contro il dissesto idrogeologico, la Regione Puglia ha adottato la piattaforma telematica realizzata da Invitalia  che ha garantito la massima trasparenza e celerità delle procedure di affidamento dei lavori, senza che alcuna ditta abbia fatto ricorso dopo l’aggiudicazione della gara. Visti i risultati raggiunti in Puglia, si sta cercando di replicare anche in altre regioni il medesimo modello di gestione delle gare di appalto.

Nell’ambito dello sviluppo delle infrastrutture idriche la Regione Puglia è quella con la migliore performance nell’attuazione degli interventi previsti dalla delibera CIPE 60/2012, infatti sono 21 i cantieri aperti per opere del valore di oltre 40 milioni di euro e per altri 10 interventi, per ulteriori 40 milioni di euro, sono già stati affidati i lavori. Nel corso del 2015, inoltre, restano da avviare altri 4 cantieri per oltre 7.5 milioni di euro che completeranno il quadro degli interventi previsti.

red/pc

(fonte: Regione Puglia)