(Fonte foto: profilo Twitter @SenatoStampa)

Draghi: "Ricorreremo alla Protezione Civile per le vaccinazioni"

"La nostra prima sfida è, ottenute le quantità sufficienti di vaccino, distribuirlo rapidamente ed efficientemente"

Il premier Mario Draghi nel discorso sulla fiducia al Senato ha parlato del vaccino, sottolineando che "la nostra prima sfida è, ottenutene le quantità sufficienti, distribuirlo rapidamente ed efficientemente". Il presidente del consiglio ha messo in chiaro che "abbiamo bisogno di mobilitare tutte le energie su cui possiamo contare, ricorrendo alla Protezione Civile, alle forze armate, ai tanti volontari. Non dobbiamo limitare le vaccinazioni all'interno di luoghi specifici, spesso ancora non pronti: abbiamo il dovere di renderle possibili in tutte le strutture disponibili, pubbliche e private". A questo proposito è utile ricordare la messa a disposizione di strutture e volontari da parte dell'Anpas. "Facendo tesoro dell'esperienza fatta con i tamponi che, dopo un ritardo iniziale, sono stati permessi anche al di fuori della ristretta cerchia di ospedali autorizzati", ha proseguito Draghi, "e soprattutto imparando da Paesi che si sono mossi più rapidamente di noi disponendo subito di quantità di vaccini adeguate. La velocità è essenziale non solo per proteggere gli individui e le loro comunità sociali, ma ora anche per ridurre le possibilità che sorgano altre varianti del virus". 

Sì al vaccino AstraZeneca
Nel frattempo sembra che sarà avallata la somministrazione del vaccino AstraZeneca ai soggetti fino ai 65 anni, secondo la linea espressa dagli esperti nella riunione tra rappresentanti del Ministero della Salute, Aifa e Regioni. La decisione finale arriverà però solo dopo una ulteriore riunione della Commissione tecnico scientifica dell'Aifa. Secondo quanto riportato da Ansa, il ministro della salute Roberto Speranza ha, infatti, chiesto all'Aifa di "fare ogni verifica sul piano scientifico e sulla base di evidenze, per capire se c'è la possibilità di ampliare il limite dell'età. Tale decisione aiuterebbe a velocizzare la campagna vaccini". E oggi la Commissione europea presenterà domani una procedura accelerata per l'approvazione di vaccini adattati alle nuove varianti Covid e una spinta alla collaborazione tra i produttori per aumentare le forniture, sia dei vaccini già autorizzati sia di quelli per possibili nuovi ceppi virali. 

Criticità e proposte per la campagna di vaccinazione
I sindaci delle 14 città maggiori d'Italia (Roma, Milano, Torino, Napoli, Palermo, Bologna, Firenze, Genova, Venezia, Bari, Cagliari, Catania, Messina, Reggio Calabria) hanno incontrato il commissario per l'emergenza Domenico Arcuri, per parlare della campagna di vaccinazione, delle criticità e per avanzare proposte. Al termine della riunione, presieduta da Antonio Decaro in qualità di presidente dell'Anci e di sindaco di Bari, è emersa la volontà di collaborare per la migliore riuscita possibile della campagna di vaccinazione. Una campagna, spiega una nota, che per essere di massa non potrà prescindere dal lavoro che i sindaci dovranno coordinare in ogni città media o grande. Decaro ha chiesto chiarezza sugli oneri: i sindaci offriranno gli impianti, le strutture per stabilire punti di vaccinazione, ma per servizi come pulizia e custodia, occorrerà far fronte a spese straordinarie che non potranno essere sostenute dai Comuni. Su questi punti, Decaro ha inviato una lettera alla neoministra agli Affari regionali e alle Autonomie locali, Gelmini

I vaccini odierni e i rallentamenti
Sempre sul fronte vaccini una portavoce della Commissione europea ha detto che "Moderna ci ha annunciato qualche ritardo nelle consegne di febbraio, che saranno recuperate a marzo". Sulla trattativa che, secondo notizie circolate sulla stampa tedesca, sarebbe in corso per un contratto di preacquisto per ulteriori 150 milioni di dosi con l'azienda biotech americana Moderna (con cui l'Ue ha già un accordo per complessive 160mln di dosi) la portavoce ha risposto "non commentiamo sui negoziati in corso".

red/gp

(Fonte: Ansa, Dire)