fonte: DPC

DRHOUSE. Il progetto europeo per salvare gli edifici in caso di terremoto

Presentato, dopo tre anni di ricerca, il modulo operativo per assicurare in tempi record le verifiche statiche sugli edifici in caso di sisma. Italia in prima fila nelle attività di sviluppo delle linee guida europee

Si chiama DRHouse ed è nato con l'obiettivo di curare...gli edifici vittime del terremoto. E' un progetto finaziato dall'Unione europea, l'acronimo di Development of Rapid Highly-specialized Operative Units for Structural Evaluation. Ha visto impegnati per tre anni i tecnici del Dipartimento di Protezione Civile, che non hanno certo indossato camici bianchi, ma ben più pratici - visto il settore - abiti da lavoro. Al loro fianco, partner nell'iniziativa, il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e la Fondazione Eucentre - Centro europeo di formazione e ricerca in ingegneria sismica.

DrHouse è partito nel 2010, per cercare le strategie migliori per salvaguardare la sicurezza degli edifici pubblici e privati danneggiati in un ipotetico sisma. Oggi è tempo di bilanci. E' stato organizzato ad Alessandria un evento dimostrativo per illustrare le potenzialità di Build-Safe, il modulo operativo per la valutazione dei danni agli edifici post-sisma e per la loro messa in sicurezza. Dal 16 al 18 aprile, all'interno della Cittadella militare del capoluogo piemontese, si sono confrontati ricercatori, esperti del settore, giornalisti e numerosi visitatori.

L'iniziativa, osservata con attenzione da Bruxelles, servirà per coordinare meglio gli interventi europei nelle aree colpite da terremoti, permettendo anche una sinergia migliore fra i nuclei di Protezione Civile inviati dai singoli Stati. Linee guida comuni faciliteranno le ispezioni statiche e l'archiviazione dei dati. Più velocità, maggiore precisione, un linguaggio comune fra enti diversi.

Per capire meglio alcuni dettagli di DRHouse e Build-Safe bbiamo intervistato il responsabile del progetto, il professor Mauro Dolce, del Dipartimento di Protezione Civile.

Professor Dolce, qual è il bilancio di DRHouse, a tre anni dal suo inizio?
"Il bilancio è sicuramente positivo. Siamo partiti dall'esperienza italiana cercando di esportarla nel format dei moduli europei. Il sistema d'intervento e analisi che è stato creato dal nostro gruppo di lavoro è in grado di
operare con successo anche all'estero, per interventi ad ampio raggio, fino a 15mila chilometri".

Si tratta di un progetto dove è determinante l'aspetto scientifico.
"Il modulo è un modulo prettamente tecnico, dedicato alla valutazione del danno e messa in sicurezza degli edifici colpiti dai terremoti. Build-Safe, l'aspetto operativo di DRHouse, si compone di tre diversi moduli. Nel caso di terremoto, sotto indicazione dell'Unione Europea, sono attivati singolarmente o in contemporanea, a seconda degli scenari di intervento: un modulo di valutazione convenzionale, visiva, di agibilità e danno, di competenza del Dipartimento; un modulo di valutazione avanzata numerico-sperimentale, di competenza di Eucentre; un modulo per interventi di messa in sicurezza, di competenza dei Vigili del Fuoco". 


Queste strategie d'intervento sono già state applicate?
"In questi tre anni di ricerca non c'è stata occasione di un intervento europeo in scenari sismici. Ricordo che sono i singoli Stati membri a dover richiedere a Bruxelles l'invio di aiuti. Nonostante questo il modulo italiano Build-Safe è stato testato lo scorso ottobre in un'esercitazione internazionale organizzata a Patrasso, in collaborazione con il sistema di Protezione civile greco".


L'Italia nella ricerca e prevenzione nel campo sismico che particolari competenze può mettere in atto?
"Dalla nostra abbiamo soprattutto l'esperienza sul campo. Siamo stati coinvolti in tanti terremoti, da L'Aquila all'Emilia, passando per la Puglie e le Marche. Questo ci ha costretti a sviluppare nel tempo una strategia di risposta e d'intervento all'avanguardia in Europa e a livello mondiale. Grazie a questo progetto siamo riusciti a mettere a disposizione le nostre competenze, che potranno essere impiegate con successo in scenari internazionali".



Walter Milan


(Foto:DPC)