fonte foto: Cnsas Veneto

Due le vittime della montagna durante il weekend

Due alpinisti hanno perso la vita sulle montagne nello scorso fine settimana: il primo (un giovane appartenente al Soccorso Alpino di Cuneo) sulla parete nord del Monviso, il secondo nel bellunese, sull'Antelao. Entrambi sono stati travolti da una scarica di neve

Due alpinisti hanno perso la vita sulle montagne di casa nostra, nel fine settimana che si è appena concluso. Tutti e due sono stati travolti da una massa di neve che si è staccata dalla montagna.

Il primo sulla parete nord del Monviso, sabato pomeriggio, il secondo nel bellunese, sull'Antelao, domenica mattina.
Il primo incidente si è verificato sabato pomeriggio, sulla parete nord del Monviso mentre l'escursionista percorreva il Canale Coolidge, ripido itinerario di neve e ghiaccio che conduce alla vetta della montagna lungo il suo versante in ombra. Si tratta di un giovane italiano, classe 1996, residente in Provincia di Cuneo e appartenente al Soccorso Alpino locale, che è stato colpito da una scarica di neve ed è precipitato lungo il canale morendo a causa dei traumi provocati dalla caduta. L'incidente è avvenuto a una quota di circa 2700 m, poco prima delle ore 12 di sabato 21 maggio. La richiesta di aiuto è giunta alla Centrale Operativa del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese alle ore 12.01, lanciata da un'altra cordata che si trovava in zona che ha visto precipitare il corpo. Immediatamente è decollato un elicottero del 118 con a bordo il tecnico di elisoccorso, l'equipe medica e un'unità cinofila da valanga e sono state mobilitate le squadre di volontari a terra in appoggio del velivolo.
Giunti sul posto, gli operatori a bordo dell'elicottero hanno constatato il decesso del giovane e si sono premurati di condurre in salvo il suo compagno di cordata illeso e una seconda cordata composta da due persone che hanno assistito da vicino all'incidente e, a causa dello shock, non sono state in grado di proseguire in sicurezza lungo l'itinerario. Infine, in seguito all'autorizzazione delle forze dell'ordine, la salma è stata prelevata e ricondotta a valle.

Domenica mattina
, invece, uno scialpinista è scivolato per centinaia di metri sull'Antelao e per lui non c'è stato nulla da fare. Mentre due amici stavano risalendo la normale nel tratto finale in cresta, dall'ex Bivacco Cosi alla cima, a circa 3.100 metri di quota - con ramponi e piccozza e gli sci sullo zaino - quello che stava più sotto ha perso l'appoggio, probabilmente per una scarica di neve pesante, e ha iniziato a scivolare finendo nel Canale Oppel e sparendo alla vista del compagno. Poiché in quel punto non c'era copertura, l'amico ha raggiunto la cima e da lì, verso le 12.30, è riuscito a dare l'allarme al 118, che ha inviato l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore. Individuato il corpo alla base del canalone, attorno ai 2.500 metri di altitudine, l'eliambulanza ha sbarcato tecnico di elisoccorso, infermiere e medico, che ha potuto solamente constatare il decesso dell'uomo, A.M., residente a Sesto (BZ). Per il pericolo di continue scariche di neve e sassi, il personale sanitario è stato portato via e sono stati imbarcati due soccorritori della Stazione di Pieve di Cadore, per aiutare a completare le operazioni, una volta ottenuto il nulla osta dalla magistratura per la rimozione. Muovendosi con la maggior sicurezza possibile, i tre soccorritori hanno ricomposto la salma, recuperata con un verricello, per essere quindi spostata in Val d'Oten e lì affidata alla jeep del Soccorso alpino di Pieve. L'elicottero ha recuperato anche l'amico, sceso autonomamente fino a Forcella Piccola, sopra San Vito di Cadore.

red/lg

fonte: Cnsas Piemonte, Cnsas Veneto