E' finita. Rigopiano, stop alle ricerche. Bilancio definitivo: 29 morti, 11 sopravvissuti

Zero dispersi. Gli ultimi corpi sono stati recuperati e attorno alla mezzanotte è arrivata la sintetica comunicazione dalla Prefettura che di fatto pone fine alle ricerche nell'hotel travolto dalla valanga: 29 morti, 11 sopravvissuti, 0 dispersi. E' finita. Alcuni corpi devono ancora essere identificati. Su tutto il resto indaga la procura

Siamo a Farindola, ai piedi del Gran Sasso. Qua la neve è ormai diventata nera. Del resto da oltre una settimana non c'è mai stata una sosta nell'area attorno all'Hotel Rigopiano. Da quando sono intervenuti i soccorsi si è lavorato giorno e notte, incessantemente. Ma con l'ultimo buio si è spenta anche la speranza di trovare qualcuno ancora in vita. I vigili del fuoco hanno infatti recuperato gli ultimi due corpi dall'interno dell'albergo travolto da una valanga il 18 gennaio scorso. Quel pomeriggio nell'hotel c'erano 40 persone (28 ospiti, di cui 4 bambini, e 12 dipendenti, compresi il titolare Roberto Del Rosso e il rifugiato senegalese Faye Dane).
Il bilancio è ora definitivo, non ci sono più dispersi da cercare. Alle fine i morti sono 29 e 11 le persone sopravvissute sono 11, 9 delle quali sono state estratte dalle macerie mentre due si sono salvati perché nel momento della valanga si trovavano all'esterno dell'hotel.
Per recuperare gli ultimi corpi è stato necessario arrivare fino al cuore della struttura sommersa dalla neve. I soccorritori hanno lavorato con grande attenzione per evitare nuovi crolli. Oltre alle mani, hanno utilizzato pale meccaniche e mezzi pesanti per rimuovere le macerie più ingombranti e per aprirsi un varco fra i muri di neve. E' stata una corsa contro il tempo. L'ufficialità è arrivata attorno alla mezzanotte dalla Prefettura di Pescara. Uno scarno e secco comunicato che annunciava appunto il numero delle vittime (29) e quello dei dispersi (0). Una comunicazione che di fatto mette la parola fine alla ricerche. Eppure dopo il salvataggio di 4 bambini, della madre di uno di loro e poi, a seguire, quello di altri quattro adulti, aveva fatto sperare per la sorte degli altri.
Il lavoro però non si esaurisce qua. Ora è necessario identificare tutte le vittime. Gli ultimi nomi sono quelli del receptionist Emanuele e di Marco, giovane pilota Ryanair morto insieme alla fidanzata. Il suo corpo è stato riconosciuto ieri sera dal fratello.
Le polemiche, per un momento, le lasciamo da parte. E-mail, telefonate, accuse, bufale che non lo erano, rimpalli di responsabilità, presunti abusi edilizi. Be', su tutto questo saranno le indagini e i conseguenti processi a far chiarezza.
"Al momento non ci sono indagati" spiega il pubblico ministero Cristina TedeschiniI. ntanto sono stati ascoltati i funzionari della Prefettura. Inoltre per il medico legale Domenico Angelucci alcune vittime sarebbero morte assiderate sotto la valanga. "Non ci sono segni di traumi né di asfissia come emorragie congiuntivali", dice. Eppure secondo il pm "non ci sono casi in cui la causa esclusiva è l'ipotermia". Un'altra questione da chiarire. Le prime sei autopsie hanno evidenziato "dinamiche di decesso diverse l'una dall'altra", ha spiegato Tedeschini. "In alcuni casi ci sono state morti immediate per schiacciamento, in altri casi ci sono stati decessi meno immediati con concorrenza di cause temporalmente assai prossime: schiacciamento, ipotermia e asfissia".

red/gt