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E se nel bosco incontro "Bambi"? Ecco cosa fare se ci imbattiamo in un cucciolo di capriolo

Difficile resistere alla tentazione di avvicinarsi o accarezzare un cucciolo di capriolo accovacciato in mezzo all'erba in un bosco. Eppure è proprio quello che dobbiamo fare per non metter a rischio la sa stessa sopravvivenza

Bambi: chi non conosce la  storia del cucciolo di capriolo orfano protagonista dei sogni di tanti bambini? In Italia il capriolo vive sulle Alpi e sugli Appennini, e ultimamente anche nei boschi della pianura padana, in particolare di quelli nel Parco del Ticino, ma anche lungo il Po. E' diffuso nei boschi aperti dove il sottobosco è fitto e inframmezzato da radure e zone cespugliose, in pianura, in collina,  in montagna, e nelle zone umide.
Nei mesi di maggio e giugno il capriolo partorisce da uno a due piccoli, che soprattutto durante le prime settimane di vita, rimangono per molto tempo della giornata accovacciati nell'erba a poca distanza dalla madre che bruca: è una strategia che permette al piccolo di rimanere nascosto dai predatori,
in virtù del suo perfetto mimetismo, dato dal mantello maculato e dall'assenza di odore di cui è provvisto.
Quindi camminando in primavera nei boschi fra l'erba alta può capitare di imbatterci in un  piccolo "bambi" solo soletto che ci guarda con gli occhioni dolci: possiamo forse trattenerci dall'accarezzarlo, dal soccorrerlo, dal prenderlo in braccio e cercare di portarlo in un posto che ci sembri sicuro?
Sì, è proprio quello che, invece, dobbiamo fare, assolutamente, trattenerci e allontanarci, perché i
giovani caprioli non sono stati abbandonati dalle madri, stanno solo attendendo che tornino da loro appena finito di alimentarsi.
I piccoli di capriolo trovati casualmente in tali circostanze  non devono essere soccorsi, non devono essere toccati o spostati da dove si trovano, pena la loro stessa futura sopravvivenza.
L'osservatore fortuito deve al contrario allontanarsi nel più breve tempo possibile per permettere alla madre, che nel frattempo lo avrà fiutato, di tornare dal proprio piccolo per portarlo al sicuro in un altro posto.

"Come ogni primavera, continua ad aumentare il numero di piccoli di capriolo raccolti da 'buoni volenterosi' in giro per le campagne - ricorda in una nota la Provincia di Alessandria -, ma gli animali che purtroppo, vengono prelevati, devono essere svezzati all'interno di strutture specializzate, con le conseguenze devastanti che ne derivano: una volta raggiunta l'età adulta, infatti, non saranno più in grado di integrarsi con i loro simili. Inoltre, fattore ancor più grave, nel caso dei piccoli di sesso maschile, questi, identificandosi con l'uomo, quando saranno adulti, nel periodo degli amori adotteranno tutti i comportamenti rituali nei suoi confronti instaurando col malcapitato dei veri e propri combattimenti, con tutti i rischi che ne conseguono".
"Nel caso di ritrovamento di cuccioli nati trovati al bordo strada - conclude la Provincia di Alessandria -, sarebbe cosa gradita spostare gli stessi avvolgendoli in una coperta, (non a mani nude) a 10-20 metri dalla carreggiata, in modo tale che la madre li possa ritrovare al suo ritorno.
Si ricorda inoltre che l'articolo 21 comma 1 lettera o, della Legge 157/1992, vieta, tra l'altro, la cattura di piccoli nati di mammiferi, sanzionando amministrativamente i trasgressori, con possibilità di valutare sussistenza di illecito penale nei casi più gravi".

red/pc
(fonte: Provincia Alessandria)