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"Effetto Vajont": si è dimesso il vice presidente dalla Commissione Grandi Rischi

Due parole che sono risuonate come una fucilata nel silenzio. "Effetto Vajont", pronunciate a mo' di esempio dal Presidente della Commissione Grandi Rischi Sergio Bertolucci mentre spiegava i possibili effetti di un sisma su un bacino artificiale. "Una frase estrapolata da un contesto più ampio il cui senso è stato totalmente stravolto" ha spiegato Bertolucci. Ma ciò non è bastato a contenere la pioggia di reazioni negative. E venerdì le dimissioni v/presidente Gabriele Scarascia Mugnozza

Si è dimesso venerdì scorso 27 gennaio, in polemica con il suo presidente, il vice presidente della Commissione grandi Rischi Gabriele Scarascia Mugnozza a cui non sarebbero andate giù le parole del Presidente  Sergio Bertolucci: lo scorso 22 gennaio, due giorni dopo la riunione della GCR convocata a seguito dei terremoti del 18, Bertolucci aveva dichiarato al tv e alla stampa che "nella zona di Campotosto c'è il secondo bacino più grande d'Europa con tre dighe, una delle quali su una faglia che si è parzialmente riattivata e ci possono essere movimenti importanti di suolo che cascano nel lago, per dirla semplice è 'l'effetto Vajont'". Parole che ovviamente hanno suscitato molta paura nella popolazione e grandi perplessità nel mondo scientifico.
La Commissione Grandi Rischi, nel comunicato emesso dopo la riunione del 20 gennaio a tal proposito scriveva: "I recenti eventi hanno prodotto importanti episodi di fagliazione superficiale che ripropongono il problema della sicurezza delle infrastrutture critiche quali le grandi dighe.", ma non faceva alcun riferimento ad un effetto Vajont.
Una frase, quella del verbale CGR, che, come ha poi spiegato lo stesso presidente Bertolucci "non implica alcuna dichiarazione di pericolo imminente, ma ribadisce l'esortazione a continuare e dove necessario a incrementare il monitoraggio già in atto delle dighe e, ove ritenuto necessario dalle Autorità Preposte, a metter in atto misure di mitigazione del rischio".
Ma sono state le parole pronunciate a voce, e a titolo personale dal presidente della CGR in un periodo così delicato, che hanno avuto un'eco enorme e l'effetto di una deflagrazione, scatenando la rabbia dei sindaci e angoscia fra gli abitanti.
Bertolucci ha spiegato che "l'affermazione di un possibile "effetto Vajont',  è il risultato di un improvvido uso del termine da parte del Presidente della CGR (cioè lui stesso), nello spiegare i parametri da monitorare per l'integrità di un bacino artificiale durante un'intervista telefonica rilasciata la mattina del 22 gennaio ad una rete televisiva pubblica. Un singolo minuto di questa intervista (originariamente di più di 10 minuti) è stato mandato in onda estraendo la frase dal contesto, con il risultato di stravolgerne totalmente il senso".
Bertolucci se ne è assunto la responsabilità ed ha espresso tutto il suo rammarico "per avere involontariamente contribuito ad aggravare lo stato di ansia delle popolazioni già così duramente colpite", mettendo nero su bianco che la sua dichiarazione
non era in nessun modo da ascriversi alla CGR.
Nel frattempo l'Enel, che gestisce la struttura, ha a sua volta rassicurato: "Non si rileva alcun danno alla diga di Campotosto ma alla luce della difficile situazione idrogeologica di questi giorni si è comunque deciso, come misura cautelare, estrema, di procedere ad una ulteriore progressiva riduzione del bacino". Da tempo la diga di Campotosto viene monitorata e verificata sia dalla Protezione civile sia dall'Enel in collaborazione con tutti gli organismi deputati.
Anche  il Ministro
delle Infrastrutture Graziano Delrio, che esercita un'azione di vigilanza sulle dighe, ha convocato un vertice con tutti i soggetti interessati, il cui responso è stato che "dai controlli effettuati non sono emerse criticità rilevanti per le dighe del Centro Italia dopo le recenti scosse di terremoto, ma gli enti gestori sono stati invitati a tenere sempre molto alta la guardia vista la frequenza degli eventi sismici. Le verifiche si fanno ogni due anni per legge, ma in caso di scosse saranno fatte con più frequenza". Lo stesso Delrio aveva comunque definito la dichiarazione del Presidente della CGR  "fuori luogo".
Tuttavia ciò non è bastato a Scarascia Mugnozza, che si sarebbe detto irritato dal fatto che le parole del presidente sarebbero state comunque associate alla Commissione Grandi Rischi nonostante nel verbale della riunione non si facesse alcun riferimento al Vajont. Quindi venerdì la decisione di dimettersi.
Le dimissioni sono state presentate al Dipartimento della Protezione civile che a sua volta le inoltrerà alla presidenza del Consiglio.

red/pc