Emergenza Centro Italia: il punto sulle forze in campo e le criticità in corso

Il Dipartimento della Protezione civile, in una nota odierna, ha fatto il punto sull'impegno dell'intero sistema prociv per fronteggiare le conseguenza dell'eccezionale ondata di maltempo e delle forti scosse simiche che si sono abbattute sul Centro Italia: 11mila operatori, 4mila mezzi, 200 comuni interessati, quasi 50mila le scosse di terremoto dal 24 agosto ad oggi. 30 al momento le vittime, 5 i dispersi

Un enorme dispiegamento di uomini e mezzi per far fronte a un'emergenza ininterrotta: dal terremoto del 24 agosto, ai successivi di ottobre, poi le nuove scosse del 18 gennaio. Nel frattempo metri di neve, ghiaccio e freddo si sono abbattuti sulle zone terremotate, fino alla tragedia della valanga che ha sepolto l'hotel Rigopiano a Farindola, nel pescarese. Il sistema di Protezione civile si è attivato immediatamente a supporto di tutti i territori colpiti.Dal dipartimento una panoramica delle attività e degli operatori coinvolti

Le forze in campo

Nelle regioni interessate dall'eccezionale ondata di maltempo e dalle scosse di terremoto del 18 gennaio sono stati impegnati, complessivamente, circa 4mila mezzi e quasi 11mila donne e gli uomini del sistema di protezione civile, tra strutture operative, organizzazioni nazionali di volontariato, colonne mobili regionali, centri di competenza tecnico scientifica e aziende erogatrici di servizi.

A questi va aggiunto il personale delle amministrazioni statali e delle regioni interessate, nonché delle associazioni di volontariato regionale e locale. In particolare, relativamente alle organizzazioni nazionali di volontariato, sono state impiegate nella gestione dell'emergenza neve: Anffvc, Ana, Anc, Anpas, Cisom, Cri, Fir-cb, Misericordie, Modavi, Prociv Arci, Corpo Aib, Psicologi per i popoli, Fmi e Cnsas. Per quanto riguarda le colonne mobili, sono state attivate le Province autonome di Trento e Bolzano e le Regioni Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Toscana, Valle d'Aosta, Veneto e Campania.
Le attività di ricerca e soccorso a Rigopiano
Nel delicato scenario operativo dell'hotel Rigopiano le attività di ricerca e soccorso continuano ininterrotte da sette giorni. Al momento sono 11 i sopravvissuti, 25 le vittime, 4 dispersi (dato in evoluzione, ndr).  Prosegua la ricerca disperdi con 200 gli uomini impegnati sul posto, tra Vigili del Fuoco, Guardia di Finanza, Esercito, Carabinieri, Soccorso Alpino e 118. Le squadre di soccorso sono affiancate da un nucleo di tecnici esperti nella valutazione del rischio valanghe. Sul versante sovrastante l'albergo, l'Università di Firenze-Dipartimento di Scienze della Terra ha inoltre installato nei giorni scorsi un radar dotato di una sirena in grado di allertare le squadre dei soccorritori in caso di valanghe.
Nel bilancio generale delle vittime, alle 25 dell'hotel Rigopiano si aggiungono le altre 5 trovate nei giorni scorsi nei comuni di Crognaleto, Campotosto, Castel Castagna e Rocca Santa Maria.


Gli altri interventi delle componenti e delle strutture operative
Da ieri, nelle regioni interessate dall'emergenza in corso, tutte le frazioni isolate sono state raggiunte. Sono oltre 200 i comuni in cui il sistema di protezione civile ha effettuato interventi di diverso tipo: recupero di persone rimaste isolate, evacuazione, soccorso, assistenza, trasporto di viveri, farmaci o carburante, ripristino della viabilità e delle infrastrutture, rimozione neve, distribuzione foraggio per gli animali, messa in sicurezza, ricognizione di frazioni isolate, monitoraggio delle zone a rischio valanghe e delle dighe.
In circa 60 di questi comuni - distribuiti nelle province di Ascoli Piceno e Macerata nelle Marche, a Chieti, l'Aquila, Pescara e Teramo in Abruzzo - l'impegno delle componenti e delle strutture operative è stato particolarmente consistente in termini di numero e complessità delle operazioni effettuate. Sono oltre 4mila le persone assistite dal sistema di protezione civile in conseguenza dell'emergenza neve e delle scosse del 18 gennaio. A queste si aggiungono le circa 10mila persone già assistite in seguito ai terremoti di agosto e ottobre.
Le condizioni meteo, caratterizzate da nuvolosità bassa e compatta, hanno ostacolato nei giorni scorsi l'utilizzo degli elicotteri e molte operazioni sono avvenute via terra. Nonostante questo, la Dicomac, che ha contato sulla disponibilità massima di 28 elicotteri dei vari corpi,  ha coordinato fino a oggi circa 320 missioni aeree, in stretto raccordo con le Prefetture e i Centri di coordinamento presenti sul territorio. Notevole è stato anche il contributo del 118, che ha impiegato ulteriori 4 elicotteri con equipaggi di ricerca e soccorso. I voli sono avvenuti anche durante la notte. L'attività aerea finalizzata alla ricognizione in aree inaccessibili ha riguardato anche i droni, per un totale di circa 40 voli.
In Abruzzo e nelle Marche proseguono gli interventi di sgombero e pulizia delle strade comunali e provinciali. Ad oggi rimane attualmente interdetta al traffico solo la statale 80, interrotta in due tratti per rischio valanghe e per una frana.
A eccezione di qualche situazione puntuale in via di risoluzione nel teramano, sono state risolte le criticità relative alle disalimentazioni di energia elettrica. Dall'inizio dell'emergenza, Enel ha lavorato al ripristino delle utenze con 1600 tecnici, 400 mezzi e 570 gruppi elettrogeni. In seguito agli eventi sismici del 18 gennaio, Enel ha inoltre provveduto a effettuare verifiche tecniche sulla diga di Campotosto secondo le procedure stabilite dalla Direzione generale per le Dighe e le infrastrutture idriche ed elettriche, previste in caso di eventi sismici di magnitudo maggiore a 4.


La sequenza sismica
Sono quasi 50mila gli eventi sismici registrati dal 24 agosto a oggi, con 9 eventi di magnitudo superiore a 5 e 57 di magnitudo compresa tra 4 e 5. Circa 3mila quelli registrati dal 18 gennaio, in un raggio di 15 chilometri dall'epicentro, di cui 4 superiori a 5 e 7 di magnitudo tra 4 e 5.


red/pc
(fonte: DPC)