Emergenza maltempo:
la rabbia dei geologi

I geologi tornano a sottolineare l'importanza della prevenzione e la necessità di serie politiche ambientali. Non è esclusa la possibilità che si costituiscano parte civile nei processi che seguono gli eventi catastrofici

"Evento imprevedibile? Pioggia eccezionale? Se un evento si ripete in Liguria ormai regolarmente da tre anni e addirittura due volte in dieci giorni vuol dire che dobbiamo prenderne atto e imparare a conviverci". Con queste parole Giuliano Antonielli, geologo ligure e Consigliere Nazionale dei Geologi, ha commentato gli eventi catastrofici degli ultimi giorni. "Ancora una volta siamo qui a ripetere che bisogna cambiare l'approccio con questo territorio fragile" - ha aggiunto, ribadendo nuovamente l'importanza della prevenzione e dell'attenzione al territorio - "Non è più rimandabile una seria politica ambientale".

"Manca anche una giusta informazione verso la popolazione. Nei cittadini manca la consapevolezza del rischio" - ha spiegato Antonielli - "Non è accettabile che in una grande città come Genova dove da giorni si sapeva di un allerta 2 si muoia per un'alluvione".

Al coro di polemiche si è aggiunto anche Francesco Peduto, Presidente dell'Ordine dei Geologi della Campania: "Ancora una volta accusiamo la mancanza di manutenzione e di reali azioni di prevenzione", come ad esempio piani di protezione civile realmente operativi e piani di emergenza nelle zone ad elevato rischio. "Nel nostro Paese purtroppo, nel campo della difesa del suolo, si sommano le carenze normative all'inerzia ed agli inadempimenti delle pubbliche amministrazioni e, sia a livello nazionale che regionale il quadro normativo nel settore non è ancora coerente con gli obiettivi di una moderna politica di salvaguardia e tutela dal dissesto idrogeologico" - ha aggiunto Peduto, sottolineando l'importanza per la Regione Campania, anch'essa al centro delle vicende drammatiche degli ultimi giorni, di dotarsi "di una legge-delega, di riparto delle competenze in materia di difesa del suolo, demanio idrico e protezione civile, sanando così un'inadempienza di oltre un decennio".

"Come geologi da anni denunciamo queste cose e continuiamo ad essere inascoltati. Se le nostre denunce non bastano più" - ha concluso Peduto - "è il momento di inasprire il confronto". Oltre alla possibilità di portare la protesta in Parlamento, i geologi - spiega una nota dell'Ordine dei Geologi della Campania - stanno inoltre valutando la possibilità di costituirsi parte civile nei vari processi per disastro colposo.



Redazione/EB