Emergenza sul confine: esercitazione italo-francese di Protezione Civile

Un terremoto che minaccia abitanti e infrastrutture farà da scenario all'appuntamento congiunto. Un progetto internazionale che ormai è diventato realtà

Italia e Francia assieme, per garantire la sicurezza nei territori di confine. Giovedì 3 ottobre, nel comune francese di La Breole si terrà un'esercitazione transfrontaliera: una simulazione di un forte terremoto, con la compromissione delle infrastrutture e delle principali reti di comunicazione. Italiani e francesi interverranno assieme per fronteggiare i delicati momenti immediatamente successivi alla scossa. Un'attività già di per se complessa, che diventa una vera a propria sfida quando ad intervenire sul campo sono squadre con formazione, e in questo caso lingua, differente. Ma la sfida è lanciata e una più stretta collaborazione fra le forze di confine è ormai su un sentiero tracciato. 
L'appuntamento – che inizierà ufficialmente alle 9.30 del mattino – fa parte del progetto PICRIT Protection des Infrastructure critique transfrontalières pour la sécurité civile, finanziato dal programma Alcotra 2007-2013 Fondo europeo di sviluppo regionale.
Durante l'esercitazione lavoreranno assieme gli uomini della Protezione Civile del Piemonte e i francesi del Service Départemental d’Incendie et de Secoursdes Alpes de Haute-Provence, la Protezione Civile del Dipartimento dell’Alta Provenza. Il terremoto previsto dall'organizzazione è una scossa di magnitudo 6,2 della scala Richter, con epicentro vicino al villaggio turistico Chaussetive. Gli operatori chiamati ad intervenire si troveranno davanti uno scenario con diversi edifici crollati o instabili e parte della popolazione – in questo caso persone di nazionalità mista italiana e francese - sepolta sotto le macerie. L'aiuto italiano è richiesto  - come potrebbe accadere nella realtà – direttamente delle autorità francesi: una collaborazione strategica sulle aree di confine, ma tanto più sulla frontiera italo francese, caratterizzata da un territorio particolarmente impervio, dove le grandi montagne fanno da cornice a infrastrutture vitali per l'economia e la sicurezza. 
L'esercitazione porrà i due sistemi di Protezione Civile davanti a una serie di difficoltà operative, a partire dal coordinamento delle operazioni. Ma anche da studiarsi accuratamente è la movimentazione delle colonne di mezzi e l'utilizzo delle unità cinofile da macerie. Poi c'è da allestire un campo base di primo soccorso, con ospedali da campo e spazi mensa.
Un Centro di Controllo Transfrontaliero, formato da membri della Protezione Civile di entrambi gli Stati, garantirà il necessario affiatamento fra i "team" di soccorso, che dovranno superare le barriere di lingua, innanzitutto, ma anche di diverse tecniche d'intervento. 
Sarà solo il risultato sul campo a dare un giudizio reale sullo stato della collaborazione italo-francese, che sembra però avviata ad uno standard elevato, uno dei possibili riferimenti anche per i programmi dell'Europa, che da tempo prevedono un progressivo rafforzamento della cooperazione internazionale anche sul tema della Protezione Civile. 

Red/Wm