Emilia: 221mila tonnellate di macerie da riutilizzare

221 mila tonnellate: questa la mole delle macerie del terremoto emiliano raccolte ad oggi, che potranno essere riutilizzate per opere all'interno delle discariche in cui sono accumulate, con un notevole risparmio di materie prime naturali. In fase di valutazione anche altri utilizzi

Parola d'ordine: riciclare. Questo temine, stimolo per comportamenti ecologici anti-inquinamento, tornato ora in voga per il risparmio anti-crisi, ha quasi sempre valenza positiva (con alcune eccezioni riferite a regali di Natale sgraditi o al denaro sporco). E il riciclo può diventare elemento virtuoso anche nel post-tragedia. Parliamo del terremoto che ha devastato l'Emilia con le sue 221 mila tonnellate le macerie rimosse ad oggi: sono pietre, calcinacci, tegole, frantumi di vita quotidiana, è ciò che è rimasto di case, chiese, scuole, piazze, fabbriche, e di ciò che le riempiva.
Migliaia e migliaia di tonnellate di frantumi inservibili a cui viene data, se non una nuova vita, una nuova utilità: verranno utilizzati nelle discariche, al posto di materiali naturali come terricci e ghiaia, per le coperture dei siti, per realizzare la viabilità e per opere accessorie, e, se la sperimentazione in atto darà buoni risultati, potranno diventare materie prime seconde (MPS) da utilizzare come materiale per rilevati stradali.

Per il corretto impiego delle macerie post terremoto, sia per quanto riguarda il loro recupero, la sicurezza e la tracciabilità, sia la modalità della loro gestione ecomomica, il Commissario delegato alla ricostruzione Vasco Errani ha emesso in data 22 novembre un'apposita ordinanza (la numero 79).
Tale provvedimento dispone di utilizzare il materiale derivante dalle macerie attualmente stoccato all'interno degli impianti di prima destinazione, quale materiale utile per la copertura finale dei siti, per la copertura giornaliera, per la realizzazione della viabilità interna delle discariche. Ciò permetterà di minimizzare la movimentazione del materiale, di ottimizzare i costi e di conseguire un vantaggio ambientale evitando di utilizzare materiale naturale di maggior pregio ambientale, oltre a garantire la sicurezza e la tracciabilità delle macerie avviate al recupero. L'ordinanza prevede, inoltre, le modalità operative e la copertura economica a disposizione dei sindaci per lo smaltimento delle macerie contenenti amianto.



Patrizia Calzolari