Una zanzara tigre (Fonte foto: Pixabay)

Emilia Romagna, la lotta alla zanzara parte in anticipo. E con più risorse

La Regione Emilia Romagna spiega come combattere la diffusione di virus pericolosi, come Chikungunya, Dengue, Zika e West Nile, veicolati sia dalla zanzara tigre che da quella comune

La guerra alle zanzara non si ferma mai, e quest’anno è entrata nel vivo fin da maggio. Sia la zanzara tigre che la tradizionale zanzara comune (zanzara culex) sono estremamente aggressive, pungono più volte e possono trasmettere infezioni e virus che sono un pericolo per l'uomo.

Per questo motivo la regione Emilia Romagna ha deciso di anticipare la sorveglianza dei casi sospetti, cioè di quelle persone che potrebbero essere state vittime della trasmissione, sempre per colpa delle zanzare, dei virus Chikungunya, Dengue, Zika, West Nile.

Come combattere?

Innanzitutto più controlli da parte dei Comuni, sia per la prevenzione che in caso di epidemie. E poi una serie di indicazioni precise per la gestione delle aree che vengono periodicamente allagate – per esempio alcuni tipi di coltivazioni agricole – in modo da ridurre la proliferazione delle zanzare. Un’altra arma è il campionamento straordinario di varie specie di uccelli, come stormi, piccioni, gazze, corvi e ghiandaie, per verificare se abbiano o meno un ruolo nella circolazione virale. Infine, per rendere possibile tutto questo, è stato predisposto un aumento delle risorse che ogni anno alla Regione Emilia Romagna destina ai Comuni per le attività di disinfestazione. Un sostegno finanziario che, con 200mila euro in più, nel 2019 è salito complessivamente a 1 milione e 200mila euro.

Sorveglianza anticipata dei virus: zanzara tigre


Chikungunya, Dengue, Zika: sono questi i tre principali virus veicolati dalla zanzara tigre. In questo caso si lavora su due fronti: la sorveglianza umana e quella entomologica. Con una significativa novità rispetto agli anni precedenti, cioè l’ampliamento del periodo di sorveglianza dei casi sospetti: mentre prima era dal 1° giugno al 31 ottobre, quest’anno è già partito lo scorso 1° maggio, e sarà operativo fino al 30 novembre. Per la sorveglianza degli insetti, è stato confermato l’utilizzo di ovitrappole (attivate ogni 15 giorni) nei Comuni capoluogo. Quelle attive durante il periodo invernale hanno mostrato un certo numero di positività - cioè presenza di zanzara tigre - in tutti i controlli, eccetto nella seconda quindicina di marzo. Questo dato, diverso rispetto agli anni passati, sembra indicare un maggiore adattamento della zanzara tigre alle nostre latitudini. In ogni caso, il campionamento delle larve effettuato nelle scorse settimane ha mostrato comunque numeri inferiori a quelli dello stesso periodo del 2018: ciò indicherebbe una tendenza al posticipo della stagione di attività 2019 della zanzara-vettore.

Sorveglianza anticipata dei virus: zanzara culex

Il West Nile è un virus veicolato dalla zanzara comune (culex). In questo caso si lavora su una sorveglianza integrata: a quella umana ed entomologica si aggiunge la sorveglianza veterinaria.

Anche in questo caso, per la sorveglianza umana è stato anticipato al 1° maggio il periodo in cui porre particolare attenzione all’individuazione dell’agente patogeno in qualunque caso di persona ricoverata che presenti febbre e manifestazioni neurologiche.

Per quanto riguarda la sorveglianza entomologica, nel Piano si conferma quella con trappole che, usando un’esca a base di anidride carbonica, attirano le zanzare e le catturano. Le trappole, posizionate regolarmente in tutte le aree rurali di pianura e bassa collina, sono attive da metà maggio a metà ottobre, con una raccolta dei campioni ogni 15 giorni. Nel caso in cui nelle zanzare catturate venga trovato il West Nile, scatta il segnale di circolazione virale; alcune trappole, posizionate ai confini provinciali, servono a segnalare la circolazione anche nelle province adiacenti, sia dell’Emilia-Romagna che di altre regioni.

Sul fronte veterinario, viene confermata la sorveglianza su uccelli della famiglia dei corvidi (gazze, ghiandaie, corvi) in collaborazione con l’assessorato regionale all’Agricoltura. Per incrementare la conoscenza su eventuali altre specie ornitologiche che possono avere un ruolo nel ciclo di trasmissione del virus sul territorio dell’Emilia-Romagna, quest’anno si è deciso di attivare un campionamento straordinario extrapiano di storni e piccioni. Continua anche la sorveglianza sui cavalli che manifestano i sintomi della malattia.

Prodotti adulticidi e comunicazione

È previsto un obbligo di comunicazione preventiva (cinque giorni prima), al Comune e all’Ausl, da parte del privato (cittadini, amministratori di condominio, vivaisti, gommisti, titolari di imprese con aree verdi annesse, e così via), nel caso in cui si vogliano effettuare, tramite aziende specializzate, disinfestazioni con prodotti adulticidi. La comunicazione va inviata con una motivazione tecnica allegata: ciò allo scopo di consentire all’Ausl una valutazione sulla reale necessità, al di fuori dell’emergenza sanitaria, dell’impiego di questi prodotti, che possono essere nocivi per l’uomo e gli animali.

Inoltre sarà realizzata anche quest’anno, e presentata a breve, una specifica campagna di comunicazione della Regione: pieghevoli, locandine, opuscoli distribuiti da Aziende sanitarie e Comuni, ma anche un utilizzo sempre maggiore dei social per informare, sensibilizzare e dare consigli pratici ai cittadini.

red/gp

(Fonte: Regione Emilia Romagna)