Fonte immagine: www.eurobuilding.it

Energia senza inquinamento?
Una soluzione nel ''Marsili Project''

Il vulcano sommerso Marsili offre un potenziale incredibile: sfruttando il calore delle acque che si infiltrano nella sua superficie si potrebbe arrivare a coprire nel 2030 il 7-10% dei consumi totali di energia nazionale

Ogni giorno diventa sempre più necessario approcciarsi all'ambiente che ci ospita in maniera ecologica, per poter offrire una tutela per il presente e soprattutto per il futuro della Terra.
Si parla infatti dell'importanza delle energie rinnovabili e sostenibili, e sulla base di questo molti ricercatori a livello mondiale stanno avviando progetti sperimentali. La Terra infatti produce e vive essa stessa di energia naturale, si pensi al Sole, all'acqua, ai venti e ai vulcani. Questa è energia che l'uomo può imparare a sfruttare diminuendo il danno al pianeta e l'inquinamento dell'aria.

Sulla base di questa idea sta andando avanti un progetto in Italia che mira alla creazione della prima centrale geotermica sottomarina al mondo sopra al vulcano sommerso Marsili, nel mar Tirreno meridionale.

Il "Marsili Project" punta all'utilizzo dell'energia prodotta dal calore contenuto all'interno della Terra.
"I giacimenti geotermici del Tirreno meridionale sono una risorsa di energia che nel prossimo futuro può contribuire concretamente all'incremento degli approvvigionamenti energetici nazionali, la diversificazione del mix energetico, l'aumento della produzione da fonti rinnovabili e l'abbattimento delle emissioni di gas serra in atmosfera" si legge sul sito del progetto.
"La fonte geotermica copre finora meno dell'1% dei consumi energetici nazionali; questa quota è dovuta unicamente allo sfruttamento dei campi geotermici della Toscana meridionale (Larderello, Monte Amiata)".

Il "Marsili Project" permetterebbe di raddoppiare la produzione di energia geotermica a livello nazionale e di coprire nei prossimi 30 anni il 7-10% dei consumi totali di energia nazionali.

A dar vita al progetto è Eurobuilding S.P.A. con la collaborazione scientifica dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanolgia INGV; del Centro di Ricerche e Studi Sperimentali per le Geotecnologie dell'Università di Chieti CeRS-GEO; dell'Istituto di Scienze Marine ISMAR del CNR e dell'Università Politecnica di Bari.

Un team di tutto rispetto che porterà avanti il progetto, iniziato nel 2005 con lo studio del Marsili, che dovrebbe consentire la produzione di energia elettrica, con il supporto di una piattaforma multifunzionale offshore, dotata di tutte le strutture necessarie alla perforazione e alle unità di produzione appunto di energia elettrica.

La piattaforma offshore funzionerà utilizzando una turbina a vapore, un generatore di corrente, un sistema di raffreddamento e condensazione del fluido con acqua marina e un trasformatore.

"E' un progetto unico al mondo e che punta a produrre entro il 2020 circa 200 MegaWatt di energia elettrica sfruttando il calore dell'acqua che circola all'interno della struttura sottomarina del vulcano Marsili", ha spiegato uno dei responsabili, Diego Paltrinieri.

L'acqua che si infiltra dunque attorno ai vulcani sommersi, di cui il Tirreno è ricco, genera una circolazione di enormi volumi di fluidi ad alta temperatura, che sfruttati con apposite tecnologie trasformano il calore in energia. Se poi dovesse mai verificarsi una perdita da un condotto non si avrebbe il problema dell'inquinamento, trattandosi puramente di acqua ad elevata temperatura.


Redazione/sm
Fonte: eurobuilding.it