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Entro il 2050 il 99% degli uccelli marini avrà ingerito plastica

A lanciare l'allarme è uno studio dell'Università dell'Hokkaido: "Questa scoperta rappresenta una prova diretta dell'esposizione degli uccelli marini ad additivi plastici"

Doppia minaccia alla sopravvivenza degli uccelli marini: i rifiuti plastici che inquinano i loro habitat e poi rilasciano agenti chimici che si depositano nei loro corpi, avvelenandoli.

A rivelarlo è uno studio dell'università giapponese di Hokkaido che negli esemplari analizzati ha rinvenuto sostanze fatali nidificate nel fegato e nei tessuti adiposi in percentuale fino a mille volte superiori alla norma. Le specie più colpite sono gli uccelli marini selvatici, inclusi gli albatro, mentre su scala mondiale metà della popolazione di volatili è in declino e il 28% è classificato come "a rischio". Per loro l'inquinamento chimico rappresenta "una minaccia pervasiva e crescente", ha detto alla Bbc Shouta Nakayama, autrice principale dello studio svolto su due tipi di albatro e di sula, nell'isola giapponese di Awashima e alle Hawaii.

Tenuto conto degli attuali livelli di inquinamento, secondo le stime dei ricercatori entro il 2050 il 99% degli uccelli marini avrà ingerito rifiuti di plastica, come microplastiche galleggianti sul mare scambiati per cibo, e con essa anche pericolosi agenti chimici. "Questa scoperta rappresenta una prova diretta dell'esposizione degli uccelli marini ad additivi plastici, evidenziando l'impatto dell'ingestione di detriti marini come fonte di inquinamento chimico" conclude la ricerca pubblicata sulla rivista Current Biology. La prossima tappa dello studio dovrà determinare se gli agenti chimici contenuti nella plastica hanno conseguenze dirette sulla riproduzione e la sopravvivenza delle specie marine.

red/gp

(Fonte: Ansa)