Errani, emergenza neve un impegno collettivo

Vasco Errani, presidente della Regione Emilia-Romagna,  esprime un ampio riconoscimento al sistema integrato di protezione civile. La capacità di intervenire della protezione civile  - prosegue Errani - è "un nodo strategico per cui sono necessarie chiare linee di governo e un investimento nazionale: solo con le nostre forze non possiamo compiere quel salto di qualità che la situazione richiede"

L'emergenza neve non è conclusa, siamo ancora nel mezzo di una fase in cui tutti stiamo lavorando a pieno ritmo. I disagi non sono finiti e i problemi sono adesso legati al pieno ripristino della normalità e alla prevenzione dei rischi legati al disgelo.

Ma siamo già in grado di dare un giudizio equilibrato, basato su dati di fatto, rispetto a quanto è accaduto per ridurre al minimo le difficoltà legate a un evento straordinario, che in certe zone della regione non trova raffronti negli ultimi decenni. E la valutazione non può che partire da un riconoscimento diffuso verso il sistema integrato di protezione civile. Se qui la macchina si è messa in moto tempestivamente è perchè cittadini e istituzioni hanno lavorato bene insieme. Tutti, dai sindaci ai presidenti di Provincia, dai volontari a tutte le forze dell'ordine, dal Corpo forestale alla Polizia ai Vigili del fuoco e agli Alpini, dall'Esercito ai prefetti con cui abbiamo fatto innumerevoli riunioni di coordinamento, all'Arpa che ha dato buona prova di sé, alla nostra Protezione civile. Insieme ai presidenti delle Province autonome di Trento e Bolzano, con grande tempestività abbiamo mosso le turbine, strumenti decisivi, abbiamo messo in campo i gatti delle nevi e le slitte. Sono stati utilizzati tutti gli strumenti della comunicazione, da facebook a twitter ai siti web agli sms.

Certo, tante cose vanno migliorate e vogliamo lavorare anche per questo, per dare alla Protezione civile la capacità di intervenire decisamente nelle situazioni che le sono proprie, anche modificando attuali meccanismi legislativi che non funzionano. Si tratta di un tema cruciale per il nostro Paese, un nodo strategico per cui sono necessarie chiare linee di governo e un investimento nazionale: solo con le nostre forze non possiamo compiere quel salto di qualità che la situazione richiede.