ESERCITAZIONE AL TRAFORO DEL MONTE BIANCO: SIMULATA L'EMERGENZA

Italia e Francia hanno lavorato da entrambi i lati del lungo tunnel per l'esercitazione annuale di sicurezza. Il traforo è stato chiuso per tutta la notte

Un camion che si scontra con un'auto nella corsia opposta dopo un cedimento meccanico il fumo che si sprigiona e in breve tempo oscura oltre un chilometro di galleria. Altri incidenti, provocati dall'improvvisa bassa visibilità aggravano la situazione. E' il quadro che si sono trovati ad affrontare i soccorritori intervenuti la notte scorsa nel Traforo del Monte Bianco, per l'annuale esercitazione sicurezza organizzata nell'ambito del PSB (Piano di Soccorso Binazionale) e gestita dalle Prefetture competenti per territorio. Quest'anno la direzione delle operazioni è stata assunta dalla Prefettura della Regione autonoma Valle d'Aosta, mentre la scorsa occasione era in mano francese.
Lo scenario è stato preparato nel massimo riserbo dai servizi pubblici della Regione Valle d'Aosta e dell'Alta Savoia, in collaborazione con i responsabili della sicurezza del GEIE-TMB. Riserbo voluto per non dare modo agli uomini intervenuti di preparare "a monte" l'intervento, simulando nel miglior modo possibile l'imprevisto. L'evento si è verificato in corrispondenza del luogo sicuro n. 26, a circa 3 km dall'imbocco del Tunnel, lato Italia.
Ad essere coinvolto in un secondo impatto, secondo i piani, un autobus e un'autovettura che seguivano il mezzo pesante sono entrati in collisione tra di loro. All'allarme, tutto il dispositivo di sicurezza del Traforo del Monte Bianco si è automaticamente attivato: l'intero tratto sotto la montagna era stato chiuso dalle 19 di sera, per permettere le operazioni. Le squadre di intervento immediato, in servizio permanente al GEIE-TMB, sono entrate in azione con i mezzi a loro disposizione e i Vigili del Fuoco di Courmayeur e di Chamonix sono stati chiamati in soccorso.
Intanto i "passeggeri", scampati senza danni agli incidenti, bloccati nel tunnel dalle semibarriere di sicurezza, hanno trovato posto nei luoghi sicuri e hanno atteso i soccorsi rimanendo in contatto, via videocitofono, con gli operatori della Postazione di Controllo e Comando. Si tratta di aree isolate dal tracciato tramite porte stagne, che possono riparare le persone per lungo tempo in attesa dei soccorsi.
I Vigili del Fuoco constatata la gravità della situazione hanno richiesto alle competenti Prefetture l'attivazione del Piano di Soccorso Binazionale: un accordo fra Italia e Francia attuato da diversi anni, rivisto e migliorato dopo l'incidente che nel 1999 provocò nel Traforo del Bianco più di 30 morti. Per l'organizzazione del soccorso sanitario, visto l'alto numero di feriti, si è resa necessaria l'installazione di due Posti Medici Avanzati sui due piazzali del tunnel al fine di accogliere le persone progressivamente evacuate dall'interno e già classificate dagli operatori all'interno del Tunnel in base alla quantità e qualità delle lesioni riportate.


Red/wm