fonte foto: ARES

EU MODEX 2016: simulato un forte sisma in condizioni di gelo (reale)

Più reale del re, l'esercitazione internazionale EU Modex 2016 organizzata in Danimarca per simulare un forte terremoto in condizioni di freddo estremo: il sisma ovviamente era solo uno scenario esercitativo ma il gelo c'era davvero e si è fatto sentire. Lo racconta al nostro giornale Susanna Balducci, Co-Trainer and Safety Officer del modulo sanitario della regione Marche che ha partecipato ai lavori

Si è svolta dal 29 gennaio fino all'1 febbraio scorsi a Tinglev, piccolo paese della contea danese di Jutland meridionale, l'esercitazione internazionale Ue Modex 2016 che simulava un violento evento sismico di magnitudo 7,2 in condizioni di freddo estremo e con pazienti traumatizzati. Per l'Italia era presente il modulo sanitario della Regione Marche con 12 addetti alla logistica, 27 medici e infermieri e dieci tonnellate di materiale.
Co-Trainer and Safety Officer del modulo, l'ing. Susanna Balducci, che prima di partire ci aveva rilasciato un'intervista sul funzionamento del modulo, con la promessa che, al ritorno, ci avrebbe anche raccontato svolgimento ed esito dell'esercitazione.
Questo il suo racconto:

"L'esercitazione è andata naturalmente bene e dico naturalmente, perché dopo tanti anni passati ad esercitarci, ogni simulazione diviene un'opportunità di confronto e di crescita, ma soprattutto perché il team, seppure composto anche da giovani o comunque da componenti mai intervenuti in emergenze internazionali, si è dimostrato da subito affiatato e di grande caratura professionale.
Lo scenario immaginato dal Consorzio europeo, che ha coordinato l'organizzazione e di cui fa parte anche il DPC (Dipartimento della Protezione Civile), ci ha catapultati nel paese fittizio del Modulistan, colpito da un forte sisma, a seguito del quale è stata richiesta l'attivazione del Meccanismo Europeo di PC.
La risposta di assistenza si è concretizzata con l'invio di 2 team MUSAR (Medium Urban Search and Rescue) dall'Estonia e dall'Austria, di un team di esperti europei e di un modulo TAST dalla Germania, e naturalmente del nostro AMP (Advanced Medical Post) in configurazione "leggera", con un'area di Triage, un'area di Stabilizzazione ed un'area di Osservazione Breve con 8 letti in attesa di Evacuazione verso il trattamento definitivo dei pazienti o la dimissione.
Il nostro team ha viaggiato in parte via terra (12 persone) partendo il 27 gennaio e trasportando materiale sanitario, logistico, di telecomunicazione, la cucina ed i bagni, mentre lo staff sanitario e di coordinamento ha viaggiato in aereo (27 persone) fino ad Amburgo, dove abbiamo rischiato di non arrivare a seguito di un vero allarme bomba per il disinnesco di un grosso ordigno bellico nelle vicinanze dell'aeroporto, per fortuna effettuato con successo in tempi congruenti con la partecipazione all'esercitazione.
Poi tutto il team si è ricongiunto a Padborg, nelle vicinanze di Tinglev alle ore 15.00 del 29/01 e da lì ha avuto inizio la simulazione.
Uno dei principali obiettivi di formazione erano le "cold conditions": bene, vi assicuro che pioggia, freddo e soprattutto vento forte non sono mancati! I nostri logisti si sono ritrovati ad allestire l'AMP sotto la pioggia e comunque alle ore 02.00 del 30/01 lo staff sanitario era operativo.
Uno staff sanitario dell'ARES (Associazione Regionale Emergenza Sanitaria e Sociale) composto da professionisti, medici ed infermieri del 118 / Pronto Soccorso / Rianimazione, Pediatra, Chirurgo d'urgenza, Ortopedico e Psicologa, che si è cimentato tra l'altro con massicci afflussi di feriti, con le difficoltà di evacuare i pazienti una volta stabilizzati nelle strutture sanitarie locali colpite dal sisma, nell'intervento congiunto con le squadre Urban Search and Rescue dell'Estonia e dell'Austria, con la gestione di casi di infezioni causate in via indiretta dal disastro.

La scelta della logistica che avevamo al seguito si è dimostrata corretta
, soprattutto ai fini della sicurezza e per garantire il riscaldamento dell'AMP, anche se non ci si abitua mai del tutto ai bagni chimici e all'acqua delle docce sotto tenda a quelle temperature! La cucina è stata degna della nostra tradizione italiana.
Il settore TLC (telecomunicazioni) ha provveduto a fornire radio in banda VHF al fine di mantenere i contatti tra i componenti del team sanitario, della logistica e della funzione cucina. Tali apparati sono stati inoltre utilizzati per il coordinamento della colonna mobile e per mantenere i collegamenti con i team Austriaci ed Estoni: questa soluzione ha permesso di avere un unico sistema intercomunicante tra i vari team presenti.
Per quanto riguarda la connettività Internet, eravamo pronti per connetterci con la banda satellitare, ma visto le condizioni di vento forte che avrebbero reso le operazioni di puntamento della parabola ed il mantenimento in sicurezza delle apparecchiature difficoltoso, si è optato ad un utilizzo di un modem 4G dotato di scheda telefonica locale per abbattere i costi di connessione. Tramite la connessione WIFI offerta sul campo, è stato inoltre possibile trasmettere immagini alla nostra SOUP (Sala Operativa Unificata Permanente) in Italia ed eravamo dotati di radio in banda aeronautica per un eventuale coordinamento diretto con gli aeromobili in fase di procedura di Aero Medical Evacuation.
Vorrei ora parlarvi in particolare di un aspetto delle esercitazioni del Meccanismo europeo di PC che spesso non si evidenzia e che ci impegnerà ancora. Per la prima volta abbiamo stilato le nostre procedure operative standard (SOPs), una sorta di protocollo operativo che contempla le caratteristiche di dispiegamento, organizzative e logistiche del nostro modulo sanitario. In particolare queste procedure individuano le attività in capo alle figure chiave del team, quali il team leader (solitamente un medico con capacità gestionali), il suo vice (il deputy team leader), il capo missione (un rappresentante del DPC), il LO (Liason Officer) ed altre, inoltre prevedono misure di sicurezza che permettano per esempio al team di organizzarsi velocemente a seguito di incendi o in caso di necessità di evacuazione dal paese assistito, con o senza feriti. Al riguardo abbiamo imparato molto e una volta modificate ed implementate, le nostre SOPs diverranno parte integrante della formazione propedeutica alla partecipazione in missioni internazionali del nostro personale, funzionari o volontari che siano.

Concludo con una riflessione sul nostro essere italiani.
Quando ci si confronta con i colleghi europei, non si può non apprezzare il loro approccio pragmatico, la loro essenziale efficienza ed è d'obbligo trarne lezioni importanti per migliorare la nostra operatività. Il nostro team italiano era invece il più colorato: noi, si sa, ci pregiamo di mettere insieme tante diverse casacche del volontariato (ARES, GC di Filottrano, Pietrarubbia e San Severino Marche, ANA di Macerata, Leoni Rampanti di Jesi, CB club Mattei Fano), la maglietta blu d'ordinanza del DPC, le divise verde scuro della nostra regione. Siamo stati però i più attenti alla interoperabilità con gli altri teams, abbiamo offerto ospitalità ai colleghi tedeschi quando hanno avuto problemi con il vento, un panino al salame ed il caffè caldo della moka erano disponibili per tutti H24 nella nostra cucina, il sorriso e l'allegria hanno accompagnato sempre la professionalità dei nostri sanitari e dei nostri logisti anche quando faceva freddo o non si era dormito abbastanza.
L'immagine finale che mi piace ricordare è sicuramente quella della mattina della partenza. Prima dei saluti ufficiali, il nostro team si è svegliato molto prima dell'alba, faceva ovviamente freddo, e mentre i nostri logisti dirigevano le operazioni, lo staff sanitario camminava cantando e sorridendo, avanti e indietro in fila per 3, sulle tende pneumatiche 4 e 5 archi per permettere di impacchettarle più facilmente".

red/