Eureco Holding
il mistero delle bombole

Cgil: si ripropone il problema della sicurezza degli impianti nell'ennesimo dramma sul lavoro

Sono in corso di accertamenti le cause che hanno provocato ieri, a Paderno Dugnano, alle porte di Milano, l'esplosione nella 'Eureco Holding', ditta di smaltimento di rifiuti tossici e pericolosi che ha provocato il ferimento grave di sette operai, di cui tre in gravissime condizioni. L'ennesimo dramma sul lavoro sarebbe stato causato, secondo le prime ricostruzioni dei vigili del fuoco, da un incendio nell'area di smaltimento delle bombole di gas e di acetilene, anche sono tuttora in corso gli accertamenti del caso. Nel frattempo, vista la tossicità di alcuni componenti che la ditta trattava, tutti gli abitanti della zona sono stati istruiti sulle condizioni di sicurezza da seguire.

Alla Eureco, un'azienda che dalla metà degli anni Novanta stocca rifiuti pericolosi a Paderno Dugnano, ieri un normale pomeriggio di lavoro si è trasformato in dramma quando, poco prima delle 15, sempre secondo le prime ricostruzioni, è esplosa
una bombola di acetilene e le fiamme hanno investito dieci bidoni di vernice. L'onda di calore ha investito ed ustionato in modo gravissimo i sette operai presenti: due italiani e cinque albanesi assunti da una cooperativa esterna, la Tln della vicina Senago. I sette stavano ammassando oli esausti e solventi all'interno di un container dell´impianto di via Mazzini 101, nel cuore della zona industriale, a ridosso della superstrada Milano-Meda. Il più anziano è Catalano, il meccanico del gruppo, il più giovane Kasem Xhani ha 21 anni, ma erano 'tutti esperti' come ha riferito il collega che per primo ha dato l'allarme. Per cause ancora sconosciute una delle bombole usate per alimentare la fiamma ossidrica che serve ad aprire le batterie auto esauste è saltata in aria, trasformando i vicini fusti di vernice in 'bombe' che sono esplose investendo con la loro onda di calore i corpi degli operai, fino a scioglierne le tute. I vigili del fuoco hanno impiegato mezz´ora ad aprirsi un corridoio per tirare fuori i feriti. La nube nera che si è alzata nel cielo era visibile a decine di chilometri di distanza. Sul posto sono arrivati quindici mezzi dei pompieri da Milano, Desio, Carate Brianza, Lissone e Bovisio per spegnere le fiamme e scongiurare il rischio di nuove esplosioni, vista la presenza di numerose bombole di acetilene. Per sicurezza la A52 e la Milano-Meda sono state chiuse alla circolazione fino alle 16.30, mandando in tilt il traffico.

Il segretario confederale della Cgil, Vincenzo Scudiere, in merito ha detto: "il ripetersi di incidenti mortali richiama sempre di più la responsabilità di tutti, a partire dal governo, per una più intensa attività di azione, di prevenzione ma anche di repressione" e ha aggiunto: "l'incidente di oggi ripropone il problema della sicurezza degli impianti che non può essere scoperta sempre e solo ad 'incidente avvenuto. Contiamo adesso sulla rapidità della magistratura a fare luce sulla vicenda e a colpire i colpevoli".


Julia Gelodi