Fonte Dipartimento della Protezione Civile

EXE PO 2026, l'esercitazione di protezione civile dedicata alla gestione del rischio idraulico e idrogeologico nel bacino del Po

Gli scenari operativi sono stati ‘simulati’ in almeno 4 Regioni. L’esercitazione metterà alla prova la macchina dei soccorsi di fronte a una piena straordinaria

Fra poco più di dieci giorni, il 25 giugno, comincia la fase operativa di “EXE PO 2026”, l’esercitazione nazionale di protezione civile dedicata alla gestione del rischio idrogeologico e idraulico nell'intero bacino del fiume Po. Coordinata dal Dipartimento della Protezione Civile, in collaborazione con l'AIPo (Agenzia Interregionale per il fiume Po) e le Regioni Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, la simulazione metterà alla prova la macchina dei soccorsi di fronte a una piena straordinaria.

Gli scenari operativi sono stati ‘simulati’ in almeno 4 Regioni, il coinvolgimento delle colonne mobili del volontariato di protezione civile e l’attivazione di squadre di tecnici per le verifiche di potenziali danni su edifici, infrastrutture e reti strategiche. Ulteriori test saranno focalizzati sul soccorso e l’assistenza della popolazione, con particolare attenzione alle fasce più vulnerabili e alla tutela degli animali. La stazione ferroviaria di Bologna e quella di Poggio Rusco (MN), saranno poi lo scenario del treno sanitario che, tramite l’impiego di figuranti, permetterà il trasferimento in sicurezza dei pazienti evacuati dall’Ospedale di Pieve Coriano (MN).

Particolare attenzione sarà infine rivolta a testare il sistema nazionale di allarme pubblico IT-alert sul rischio specifico “collasso grandi dighe” che interesserà, in due distinte giornate, l'area della diga di Porto della Torre (VA), tra i comuni di Somma Lombardo, in Lombardia e Varallo Pombia, nella regione Piemonte e l’area della diga di Salionze (MN) nel territorio della provincia di Mantova, tra i comuni di Monzambano e Ponti sul Mincio.


RED/MT 

Fonte: Dipartimento della Protezione Civile