Piero Fassino_Convegno Torino_180913 (foto: ilgiornaledellaprotezionecivile.it)

Fassino, ANCI: ''il governo sia lungimirante e avvii un piano di manutenzione del territorio''

Piero Fassino, Sindaco di Torino e Presidente ANCI - Associazione Nazionale dei Comuni Italiani - risponde ad alcune domande su resilienza e ruolo dei sindaci e di Anci in tema di prevenzione e di risorse da destinare al territorio

Il convegno tenutosi a Torino il  18 settembre "Gruppi comunali e resilienza nella nuova protezione civile", che ha visto la partecipazione, fra gli altri, del presidente della Regione Piemonte Roberto Cota del sindaco di Torino e Presidente ANCI, Piero Fassino, del presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta, del Prefetto di Torino Alberto Di Pace e del coordinatore nazionale Conferenza Consigli comunali ANCI Simone Guglielmo, è stato spunto di riflessioni e di confronto fra le istituzioni intervenute e i sindaci, i presidenti dei consigli comunali, i volontari, i cittadini e le organizzazioni di volontariato e protezione civile presenti.
A Piero Fassino, che durante il convegno aveva posto l'attenzione sulle risposte da dare alla crescente domanda di tutela da parte dei cittadini individuandole sostanzialmente in pianificazione e programmazione degli interventi, semplificazioni delle normative vigenti e riconoscimento delle aitonomie locali, abbiamo posto alcune domande a riguardo:

Sindaco con quali obiettivi è stato organizzato questo convegno?
"Partendo da una visione aperta sullo stato dell'arte in Italia, l'obiettivo del convegno, a cui gli interventi ed il dibattito hanno dato esaustiva risposta, era  quello di analizzare i lati sociali/tecnici della Protezione Civile e della resilienza, per motivare e sensibilizzare la popolazione e preparare gli enti preposti, di fornire elementi per comprendere la situazione italiana e di presentare un modello per affrontare le problematiche di protezione civile".


Cos'è per Lei la resilienza?
"Il termine resilienza si usa nella protezione civile dal 2009 ed è la capacità di una comunità di modellare la propria struttura ed adattarsi agli effetti di un pericolo in modo tempestivo ed efficace, impedendo o ritardando, per esempio, il passaggio dallo stato di crisi all'emergenza. Una comunità resiliente è quindi più sicura, i danni subiti ed i tempi di ripresa sono molto inferiori, ed a questo dobbiamo puntare".

Cosa fanno in concreto un sindaco e un'amministrazione resilienti?
"L'obiettivo è quello di dotarsi delle risorse economiche e strutturali per fronteggiare situazioni di emergenza, adottando modelli organizzativi per ogni tipo di rischio: in questo è fondamentale che i cittadini siano informati e formati".


Quale il ruolo dei gruppi comunali nella nuova protezione civile?
"I gruppi comunali di protezione civile, diversi giuridicamente dalle associazioni di volontariato, sono alle dirette dipendenze dell'Amministrazione ed hanno come responsabile il Sindaco. Il gruppo comunale, a cui possono aderire i cittadini residenti, opera sulla base delle direttive ricevute su ogni tipo di emergenza legata alla protezione civile, coadiuvato se necessario dalle associazioni di volontariato".


In tema di calamità naturali oggi la parola d'ordine: è: prevenzione (spendere 1 euro oggi per risparmiarne 4 domani). Il quotidiano però deve fare i conti con crisi economica, contenimento della spesa pubblica, mancanza di risorse. Realtà quindi incompatibili o percorsi da far convergere? E come?
"In un paese già idrogeologicamente fragile, l'incuria e i controlli scarsi han fatto sì che i problemi del territorio si aggravassero: alcune catastrofi che sono accadute sono lì a dimostrarlo. Certamente la crisi economica in atto rende più difficile affondare in modo adeguato i problemi, ma occorrerà farlo dandosi percorsi ed obiettivi precisi".

Lo scorso luglio Lei è stato eletto presidente dell'ANCI. Spesso i sindaci, autorità in capo di protezione civile, lamentano di esser lasciati soli ad affrontare situazioni emergenziali troppo al di sopra delle loro disponibilità economiche, strutturali ed organizzative. Quali istanze e quali proposte ANCI rivolge al Governo per supportare i primi cittadini in questo importante e delicato ruolo?
"L'ANCI pone al governo con insistenza il tema delle carenza di manutenzioni e di tutela del territorio, e recentemente è stato rinnovato il protocollo di intesa tra l'Associazione dei Comuni e l'ANBI, l'Associazione nazionale bonifiche irrigazioni e miglioramenti fondiari, per promuovere un'azione sinergica tra Comuni e Consorzi di bonifica con riferimento ai sistemi idraulici, alla regolazione delle acque ed alla difesa del suolo. L'ANCI propone di trovare le risorse da destinare al mantenimento delle opere ed alla riduzione dei rischi e chiede al Governo di avere la lungimiranza di avviare un piano di piccole opere di prevenzione e manutenzione puntando anche sui comuni che devono essere messi nelle condizioni di investire".


Quali risorse e competenze mette in campo ANCI a supporto dei Sindaci in tema di protezione civile?
"Le attività messe in campo puntano a diffondere la cultura della prevenzione attraverso la promozione di una pianificazione partecipata e la collaborazione con Regioni, Province, Amministratori locali e cittadini. Con questo approccio sono stati realizzati progetti di assistenza ai Comuni, finalizzati a creare una struttura di supporto tecnico-logistico per l'elaborazione dei piani comunali per i vari scenari di rischio, progetti europei e progetti formativi per le scuole".

In Italia la politica è distrattamente sfiorata della tragica fragilità del territorio del Belpaese. Una politica nazionale auto-referenziata, troppo spesso incentrata su vicende personali, dispute partitiche o equilibri di rappresentanza. Un enorme dispendio di energie, tempi e parole che con ogni probabilità non saranno in grado di arginare la prossima alluvione, puntellare i versanti della prossima frana, prevenire gli effetti disastrosi del prossimo terremoto. I sindaci possono essere i protagonisti di un'inversione di rotta? Come?
"Certamente i Sindaci, che hanno il polso delle situazioni concrete dei loro territori e possono disporre delle competenze delle strutture di protezione civile, possono dare un contributo forte per riportare l'attenzione sulle esigenze di prevenzione e di tutela e recupero del territorio, anche elaborando progetti concreti. Esiste però il problema delle risorse, oggi scarsissime per i Comuni grazie anche ad anni di tagli, e se questo tema non viene affrontato dalla politica diventa difficile immaginare la programmazione di qualsiasi intervento".


redazione