#FERMITUTTI: ANPAS e MISERICORDIE a Roma.
Intervista al Presidente Pregliasco
La diretta streaming

#FERMITUTTI!: questa mattina l'ANPAS, e le Misericordie d'Italia manifestano a Roma, in piazza Monte Citorio,  a partire dalla ore 11 per il contro i vincoli al diritto alla salute. Intervista al Presidente di ANPAS, Fabrizio Pregliasco - La diretta streaming

#FERMITUTTI!: questa mattina l'ANPAS, Associazione Nazionale delle Pubbliche Assistenze e la Confederazione nazionale delle Misericordie d'Italia manifesteranno a Roma a partire dalla ore 11 per il contro i vincoli al diritto alla salute. . In calce la diretta straming dell'evento. Il nome scelto per la manifestazione "FERMI TUTTI" evoca il principio che "fermare il volontariato in sanintà significa fermare la salute di tutti". Intervista al presidente di ANPAS, Fabrizio Pregliasco.

Presidente Pregliasco, innanzitutto, cosa rappresentano Anpas e Le Misericordie d'Italia nel panorama del soccorso in urgenza ed emergenza del nostro Paese? Cosa sarebbe il trasporto sanitario in Italia senza quel 70% di servizio garantito dai volontari delle due associazioni?
"Una storia centenaria che per Anpas inizia 110 anni fa: vuol dire che ci sono tante persone capaci di rispondere alle emergenze, formate sul soccorso e che fanno della resilienza uno dei punti fondamentali per rendere le comunità più forti e coese sul territorio".

Questa mattina  ANPAS e le Misericordie scenderanno in piazza a Roma con una grande manifestazione che coinvolgerà centinaia di ambulanze e migliaia di soccorritori volontari. Fra le rivendicazioni alla base della protesta i troppi e nuovi vincoli imposti e le norme inadeguate che stanno rendendo sempre più difficile il vostro operato. Fra questi, il problema del telepass per le ambulanze, il tema forse più sentito di questa protesta: a breve scadrà sia per voi sia per le Misericordie la convenzione con Autostrade per l'Italia per il rilascio gratuito di telepass esenti per le ambulanze impegnate in trasporti di emergenza. Quali le conseguenze pratiche?
"Ci sarà sicuramente un contraccolpo sui costi. Se prendiamo un esempio pratico, in Liguria per la tratta Recco - Genova Nervi e ritorno per un trasporto di due persone dializzate le associazioni dovranno spendere € 20.311,00 in un anno. L'autocertificazione dei transiti su una piattaforma web, come proporrebbe Società Autostrade in un recente comunicato, in cui gli stessi volontari dovranno compilare la piattaforma, che ancora non esiste, sarà un ulteriore aggravio burocratico per le associazioni che andranno ad inficiare sulla mole di lavoro che ogni giorno i volontari devono espletare per agire nella legalità e secondo le regole per portare soccorso nelle comunità e a tutte le persone che ne hanno bisogno".


Altro punto è la portata dalle ambulanze, il cui peso, per rispettare le normative sugli spazi interni e e gli allestimenti, arriva a superare i 3500 kg, rendendo così obbligatoria la patente C per il conducente. Quindi, o diminuirà il numero degli autisti volontari disponibili o aumentarenno i costi per far conseguire a tutti la patente "C"....
"La patente C non costa di più, bisogna rinnovarla ogni 5 anni. Ma doverla conseguire e poi rinnovare significa togliere autisti dal servizio in questo periodo".

Sempre in tema di patenti, gli autisti ANPAS e delle Misericordie non hanno patenti di servizio, ma guidano con la loro patente personale: con quali rischi e quali conseguenze? Voi cosa chiedete a riguardo?
"Come per altre categorie le patenti di servizio sono giustificate alla luce di possibili situazioni, legate a possibili esigenze e per questo chiediamo una maggiore omogeneità che riguardi lo svolgimento dei compiti sociali d'urgenza".

Le vostre ambulanze non sono autorizzate a far salire a bordo i familiari del trasportato: quindi i vostri operatori potrebbero trovarsi a dover scegliere se contravvenire alla normativa o far salire a bordo, ad esempio, i genitori di un bambino che sta male....
"Per i nostri volontari soccorritori è una responsabilità molto importante e molto spesso, in momenti di particolare tensione e urgenza, sono costretti a prender decisioni e assumersi responsabilità molto importanti, anche di tipo penale. In molti casi la presenza di un familiare, oltre a risultare di conforto e rassicurazione del paziente (soprattutto se minore o anziano, o psichicamente compromesso), è da considerarsi quasi assimilabile a quella di un 'addetto' con funzioni per taluni versi equiparabili a quelle dei sanitari a bordo. Per questo chiediamo di modificare l'art.54 del CdS esplicitando che fra gli addetti (art. 54/1-G CdS) possono essere compresi anche eventuali familiari accompagnatori".

Parlando in termini più generali, voi chiedete che per l'affidamento dei servizi di emergenza-urgenza come il vostro, gli enti locali scelgano realtà note, esistenti sul territorio, anche per evitare possibili abusi. Come avviene oggi la scelta? Cosa invece vorreste voi?
"C'è la possibilità di avere accordi e convenzioni a presciderere dalle gare d'appalto in situazioni dove le associazioni storicamente hanno offerto i loro servizi. La salute è un bene comune e la nostra presenza nell'espletamento di questi servizi è una garanzia di qualità, di legalità e contenimento dei costi per la pubblica amministrazione, oltre a rappresentare una crescita e una valorizzazione del capitale sociale sul territorio a favore delle esigenze delle persone che fanno parte della comunità di riferimento. Per questo reclamiamo la massima trasparenza nell'affidamento, nell'erogazione e nella rendicontazione dei servizi sociosanitari, chiedendo al Ministero della Salute e alla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome la definizione di criteri chiari ed applicabili sull'intero territorio nazionale".

Presidente, voi segnalate il fatto che, fra i giovani che scelgono di fare il servizio civile, sono pochi quelli dirottati verso le vostre attività. Perchè secondo Lei?
"Stanno diminuendo i progetti finanziati di anno in anno e il numero di posti disponibili: per questo siamo a circa la metà dei posti disponibili rispetto all'inizio del Servizio Civile e prima ancora dell'obiezione di coscienza. Diminuendo il numero assoluto dei posti, di conseguenza diminuisce il numero di quelli che entrano a fare servizio nelle nostre pubbliche assistenze. La cosa più bella però è che i ragazzi che hanno la fortuna di trascorrere il loro anno nelle pubbliche assistenze poi restano nell'associazione e continuano con il loro servizio".

Torniamo alla manifestazione di oggi, 3 aprile: sarà una manifestazione imponente, tante ambulanze e tanti volontari da tutta Italia: cosa vi ha portato a scegliere un evento di così grande impatto? Cosa vi aspettate da questa manifestazione?
"Ci impegneremo per avere una maggiore attenzione da parte delle istituzioni, e dei media, che spesso ci danno per scontati e invece siamo una risorsa che una serie di norme, di cavilli burocratici e di disattenzioni strozzano e rendono sempre più impraticabili".

Infine una domanda relativa all'impegno di Anpas in protezione civile, attività che si esplicano non solo in emergenza, ma che sempre di più vedono i volontari Anpas impegnati in campagne informative per la diffusione della cultura della prevenzione del rischio fra la popolazione o in esercitazioni per testare modelli di allertamento e di operatività. Formazione e addestramento per una gestione delle emergenze sempre più efficace, e prevenzione e informazione al cittadino come strumenti per la riduzione del rischio: possiamo considerali punti chiave dell'impegno di Anpas all'interno del sistema della Protezione civile?
"La nostra interpretazione di protezione civile è anche fare prevenzione e far parte del sistema di Protezione Civile facendo delle proposte, come è stato per la campagna 'Io non rischio', mettendoci a disposizione di un sistema che contribuiamo tutti insieme a far crescere con la comunità scientifica e le altre organizzazioni. In questo modo possiamo anche sfatare il mito del volontario Rambo, ma abbiamo potuto dimostrare che esistono persone vicine alle comunità e preparate che sanno fare, ma anche proporre soluzioni a problemi ed esigenze di altre persone".


intervista di: Patrizia Calzolari



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